Trasferta vietata ai tifosi del Palermo a 48 ore dalla partita: “Questo non è più calcio”

sudtirol palermo

Un divieto dell’ultima ora ha gelato l’entusiasmo dei tifosi del Palermo. A meno di 48 ore dal fischio d’inizio di Südtirol-Palermo, le autorità di Bolzano hanno vietato la trasferta per motivi di ordine pubblico. Una decisione che arriva in modo improvviso e che lascia centinaia di supporter con le spese già sostenute e un forte senso di amarezza.

I biglietti del settore ospiti verranno rimborsati, ma il resto – voli, treni, auto a noleggio e pernottamenti – resterà a carico dei tifosi. Molti avevano programmato la trasferta con largo anticipo, prendendo ferie dal lavoro e organizzando ogni dettaglio. Ora si sentono penalizzati e beffati.

«Ho preso ferie, pagato volo e macchina, e ora non posso nemmeno vedere la partita», racconta uno dei tifosi rimasti a terra. «Così non si tutela il tifoso, così si uccide la passione».

La protesta corre sui social, dove i messaggi di rabbia e delusione si moltiplicano. Nel mirino non c’è solo la scelta in sé, ma soprattutto il tempismo: perché annullare la trasferta soltanto due giorni prima della gara, quando in passato non si erano registrati particolari problemi tra le due tifoserie?

«Questa non è più libertà, non è più sport, e soprattutto non è più calcio», scrivono diversi sostenitori, denunciando un sistema che sembra punire chi ama seguire la propria squadra anche lontano da casa.

Resta intanto il divieto, e con esso una frattura sempre più profonda tra istituzioni e tifoserie. Per molti appassionati, il calcio moderno appare ormai distante dalla sua anima popolare: quella fatta di sacrifici, viaggi e sostegno incondizionato alla propria squadra.

LEGGi anche