Silvio Baldini ci riprova, tre anni dopo l’impresa del Palermo targato Mirri, questa volta con un Pescara pieno zeppo di giovani in rampa di lancio. Cavalcata simile a quella che nel 2022 portò i rosanero in serie B. Simile, non identica, perché gli abruzzesi una partita l’hanno persa (seppur ininfluente) contro il Catania dopo avere sbancato il Massimino nella gara di andata.
Stesso spirito guascone, stesse dichiarazioni fuori dalle righe a metà fra il guru indiano e l’uomo della strada. Silvio è sempre stato così, fuori dall’ordinario, oltre gli schemi e il politicamente corretto. Talmente sincero da rendere ogni conferenza stampa, ogni intervista, uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie, lontano anni luce dalle dichiarazioni di circostanza stampate con la fotocopiatrice.
Talmente vero, libero e intransigente da chiudere sbattendo la porta con Zamparini nel 2004 e con il City Football Group diciotto anni dopo. Talmente sognatore da trascinare con sé un gruppo squadra e una città intera, anche quando anche il più ottimista avrebbe avuto difficoltà a scommettere un euro sul salto di categoria di una compagine senza gioco e identità.
BALDINI ABBRACCIA RAFFAELE: MOMENTI ORMAI TROPPO RARI NEL CALCIO
Adesso il tecnico toscano (ma siciliano d’adozione) è ad un passo dal secondo capolavoro, questa volta sulle sponde dell’Adriatico. La cosa più bella però Baldini non l’ha fatta in campo ma al termine della partita di ritorno della semifinale. Dopo la vittoria ha interrotto il giornalista che stava intervistando il tecnico dell’Audace Cerignola, Giuseppe Raffaele, per abbracciare lo sconfitto e fare i complimenti ai pugliesi davanti ai microfoni.
Un momento magico, sincero e umano: uno di quei gesti di cui il calcio del fatturato, delle multinazionali, dei diritti tv e di immagine avrebbe sempre più bisogno. Inutile dire che, a 180 minuti dall’epilogo, i playoff di serie C hanno già un trionfatore, quantomeno morale: il poeta della spontaneità Silvio Baldini.





