La battaglia legale della Salernitana, retrocessa in Lega Pro dopo aver perso il playout contro la Sampdoria, senza aver terminato la partita di ritorno a causa dei ripetuti lanci di seggiolini dei tifosi campani, non solo continua ma minaccia anche di lasciare il segno sulla prossima stagione di Serie B. Dopo i rigetti ottenuti in ambito sportivo, il club granata ha deciso di rivolgersi al Tribunale Amministrativo del Lazio, impugnando i provvedimenti della Lega di B legati allo slittamento dei playout e al cambio dell’avversario, passato da Frosinone a Sampdoria in seguito alla penalizzazione inflitta al Brescia.
Secondo la Salernitana, quella decisione avrebbe prodotto un danno grave e ingiusto, sia sul piano sportivo che economico: oltre 30.000 biglietti già venduti, preparazione stravolta, identità dell’avversario modificata a pochi giorni dalla gara. A supportare le ragioni del club c’è un pool di legali di alto profilo, composto da Francesco Fimmanò, Rino Sica e Federico Dinelli.
Il ricorso presentato il 26 giugno punta all’annullamento dei comunicati ufficiali n. 211 e 224 della Lega B, che avrebbero, secondo i legali granata, violato i principi di correttezza, trasparenza e regolarità sportiva. In subordine alla riammissione diretta in Serie B, viene chiesto anche un risarcimento per i danni subiti.
In sede sportiva, tuttavia, le porte si sono già chiuse: il Collegio di Garanzia del CONI ha dichiarato il primo ricorso “inammissibile”, condannando il club al pagamento di 15.000 euro di spese legali. Anche il Tribunale Federale Nazionale, il 13 e il 19 giugno, ha respinto le istanze cautelari e di merito, ribadendo la piena legittimità della Lega di Serie B nel prendere quelle decisioni.
Ora, però, la vicenda si sposta sul piano amministrativo. Il TAR sarà chiamato a valutare se l’operato della Lega sia stato conforme alle norme o se, come sostiene la Salernitana, ci siano state gravi irregolarità. In caso di accoglimento del ricorso, si aprirebbe uno scenario carico di incognite per la Serie B 2025-26, che potrebbe partire con un organico ampliato a ventuno squadre. Un rebus giudiziario che rischia di esplodere proprio a ridosso dell’inizio della nuova stagione.





