Il Parma ha scelto di guardare al futuro, e il nome su cui ha deciso di puntare è quello di Carlos Cuesta. Trent’anni ancora da compiere (li festeggerà il 29 luglio), originario di Palma di Maiorca, poliglotta – parla sei lingue – e con un curriculum intrigante più che affermato, Cuesta sarà il nuovo allenatore dei crociati, prendendo il posto di Cristian Chivu e diventerebbe l’allenatore più giovane della storia della Serie A dal dopoguerra ad oggi (supererebbe il record di David Platt, che allenò la Sampdoria nel 1998/99 a soli 32 anni).
L’accordo è in dirittura d’arrivo: nella mattinata di oggi si limano gli ultimi dettagli del contratto, che dovrebbe legarlo al Parma fino al 2027, con un ingaggio vicino al milione di euro. Prima, però, va formalizzata la separazione con l’Arsenal, dove Cuesta ha fatto parte dello staff tecnico di Mikel Arteta per tre stagioni, guadagnandosi una solida reputazione dietro le quinte del club londinese.
La notizia, rimbalzata in città nella tarda serata di ieri, ha scatenato reazioni contrastanti tra i tifosi. In molti hanno cercato il suo nome online, scoprendo un profilo finora rimasto lontano dai riflettori: niente panchine da primo allenatore, ma un passato nella cantera del Maiorca, un’esperienza formativa nella Juventus Under 17, e il presente a Londra con uno degli allenatori più apprezzati del momento.
Una scommessa? Più di questo: un autentico salto nel buio. Ma anche un’operazione che rispecchia perfettamente l’identikit tracciato dal presidente Kyle Krause, da sempre sensibile ai profili giovani, ambiziosi e internazionali. È stato infatti l’amministratore delegato Federico Cherubini, in sinergia con il futuro direttore sportivo Alessandro Pettinà, a portare il nome di Cuesta sul tavolo del patron statunitense. E la scelta, evidentemente, era maturata da tempo: colloqui, impressioni positive, visione condivisa.
Non è la prima volta che Krause si affida a un tecnico emergente. Il precedente più simile è quello di Enzo Maresca, oggi al Chelsea, chiamato a guidare il Parma nel 2021 appena retrocesso dalla Serie A. Anche Maresca, come Cuesta, arrivava da un’esperienza da assistente – nel suo caso alla corte di Guardiola al Manchester City – e senza panchine da primo. Il finale fu amaro, con un esonero dopo appena quattro mesi, ma la filosofia resta: costruire qualcosa di nuovo, partendo dalle idee.
Cuesta sarà il più giovane allenatore della storia della Serie A a girone unico. Un primato che accende la curiosità, ma alimenta anche dubbi legittimi. Il suo calcio dovrebbe ispirarsi al modello Arteta, a sua volta allievo del “maestro” Guardiola: possesso palla, verticalità, intensità, coraggio. Un Parma giovane, moderno, che prova a “spagnoleggiare”, ma dovrà prima di tutto superare la diffidenza dell’ambiente.
Il nome di Cuesta non era tra quelli circolati finora – De Rossi, Palladino, Pirlo, Van Bommel –, ma ora che la scelta è fatta, non resta che il campo per dimostrare di aver avuto ragione. L’obiettivo, come dichiarato dalla società, è quello di affrontare la nuova stagione in Serie A senza gli affanni del recente passato: una salvezza tranquilla, con ambizioni chiare e gioco riconoscibile.





