Dalla polvere alla gloria: sei anni fa a Petralia, oggi alla vigilia del riscatto

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Periodo di Ferragosto 2019, giornate d’estate come tante, almeno all’apparenza. Gruppi di tifosi rosanero si arrampicava fino a Petralia Sottana, nel cuore delle Madonie, per assistere all’inizio di una nuova avventura: il primo giorno di ritiro del Palermo rinato dopo il fallimento, pronto a ripartire dalla Serie D.

Non c’erano stelle, né nomi da copertina. Solo ragazzi semi sconosciuti, un allenatore agli esordi e una società appena ricostruita. Ma c’era qualcosa che brillava più di ogni talento: la voglia di ricominciare. In tanti, con la sciarpa al collo e gli occhi pieni di speranza, avevano affrontato il viaggio non solo geografico, ma emotivo. Petralia era polvere e sudore, applausi per ogni scatto in campo e silenzi carichi di attesa. Si sognava a bassa voce, quasi con timore, tra timidi: “Chissà quando torneremo dove meritiamo”.

Oggi, 15 agosto 2025, quel sogno ha preso forma. Il Palermo si prepara a un campionato da protagonista in Serie B, con un obiettivo chiaro: il ritorno in Serie A. Lo stadio Renzo Barbera è tornato a riempirsi, i colori rosanero sono di nuovo motivo d’orgoglio. Dopo anni fatti di salite faticose, campi dimenticati e trasferte infinite, e un recente passato in serie B con tante promesse mai mantenute, la squadra ha ritrovato identità e ambizione.

È stata una lunga traversata, fatta anche di errori, ma sempre spinta dalla passione di una tifoseria che non ha mai voltato le spalle. Palermo oggi non è più una squadra in cerca di sé stessa, ma un progetto solido, credibile, con fondamenta forti dentro e fuori dal campo.

Quel giorno a Petralia, a sei anni di distanza, assume oggi i contorni di un pellegrinaggio laico. Non c’erano coppe, ma c’era tutto ciò che serve per rinascere: cuore, dedizione, fede incrollabile. E ora, alla vigilia di una stagione che potrebbe segnare il definitivo ritorno tra i grandi, quel ricordo torna vivido e potente. Perché Palermo può cadere, ma si rialza sempre.

Dalla polvere alla gloria, dai campi della Serie D ai riflettori della ribalta: la storia continua. Il meglio, forse, deve ancora venire.

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