L’arrivo di Pippo” Inzaghi sulla panchina del Palermo ha scatenato un’autentica ondata d’entusiasmo in città. Sono stati più di 2.000 i tifosi che hanno accolto il nuovo allenatore nel piazzale dello stadio Renzo Barbera, trasformando un pomeriggio d’estate in una festa rosanero tra cori, bandiere e sciarpe.
L’urlo collettivo “Olè, olè, Pippo, Pippo!” ha preceduto l’apparizione di Inzaghi. Un momento carico di emozione, con l’ex bomber che ha subito ricambiato con applausi e mostrando con orgoglio la sciarpa del Palermo. Tra la folla, volti di tutte le età: segno tangibile di un amore trasversale, che attraversa generazioni e che non si è mai spento.
“Grazie a tutti, non ci si abitua mai a queste emozioni. Questa è la più grande accoglienza che io abbia mai avuto…”. Una frase che forse avrebbe voluto completare aggiungendo “in carriera”, ma l’urlo festoso dei tifosi ha coperto le ultime parole. Inzaghi ha promesso che il suo impegno si misurerà con i fatti, non con le parole, e ha chiamato a raccolta tutto il popolo rosanero: “Abbiamo bisogno di voi. Siate il nostro dodicesimo uomo in campo per realizzare il nostro sogno“. Poi, anche lui si è lasciato travolgere dal calore del Barbera, saltando al ritmo dei cori della curva, in uno dei momenti più iconici della giornata.
INZAGHI, CONTRO IL PALERMO IMPLACABILE DA GIOCATORE: ADESSO SIMBOLO DI RINASCITA
La scelta della società ha incontrato il favore del pubblico. Già a fine maggio, un sondaggio tra i tifosi aveva assegnato il 47% delle preferenze proprio a lui, distanziando nettamente tutti gli altri candidati. Inzaghi non è solo un nome altisonante: ha portato il Benevento dalla Serie B alla A con una cavalcata storica, e ha centrato un’altra promozione con il Pisa, confermandosi tecnico ambizioso e preparato.
Curiosamente, da calciatore è stato spesso un incubo per i colori rosanero: 8 gol in 19 partite contro il Palermo, un bottino che ha lasciato il segno e che gli ha fatto guadagnare anche il rispetto della tifoseria, ai tempi, avversaria.
Oggi però, quei tifosi lo acclamano come nuovo condottiero. Dopo anni difficili, con delusioni e cicatrici ancora aperte, il popolo rosanero ha trovato in Pippo Inzaghi un simbolo di rinascita, un uomo che incarna carisma, fame di vittoria e un legame già fortissimo con la città. Un nuovo capitolo è appena cominciato.





