Con il calciomercato ormai chiuso, il Palermo si ritrova con appena 19 giocatori di movimento: un numero che appare insufficiente per affrontare con ambizioni di vertice un campionato lungo e logorante come la Serie B.
In una competizione in cui la profondità dell’organico fa spesso la differenza, i rosanero partono con una “coperta corta” e più di un punto interrogativo. Per puntare ai primi due posti – o quantomeno a un ruolo da protagonisti nei playoff – servirebbero almeno 22-23 elementi affidabili, in grado di garantire rotazioni e alternative tattiche. Mancano dunque 3-4 pedine che possano alzare la qualità complessiva della rosa.
Le criticità principali si concentrano sugli esterni e in difesa, dove la mancanza di ricambi rischia di creare dipendenza da pochi titolari. Un infortunio o una squalifica potrebbe costringere l’allenatore a scelte d’emergenza o ad adattamenti forzati, con inevitabili ripercussioni sulla continuità di rendimento. Nel reparto arretrato la lacuna lasciata dalla partenza di un centrale esperto come Magnani non è stata colmata. Sulla corsia di sinistra lunga vita ad Augello, ma l’assenza di un altro laterale di ruolo resta un limite in prospettiva.
Il mercato estivo, che avrebbe dovuto segnare un cambio di passo, ha portato alcuni innesti interessanti ma non ha colmato tutte le lacune già emerse nella scorsa stagione. La scelta di affrontare la stagione con un organico così ridotto porta con sé responsabilità precise. Il rischio è dover intervenire a gennaio, quando i prezzi si alzano e le occasioni scarseggiano.
Inoltre è mancato il classico “colpo”, quel giocatore da copertina in grado di accendere la piazza: o meglio, c’è stato ma non è più un calciatore e risponde al nome di Filippo Inzaghi. La speranza di tutti i tifosi è che sia così bravo da riuscire a fare di necessità virtù, sopperendo con le sue qualità da allenatore e motivatore ad alcune pecche nell’organico.





