Palermo, si riparte: dalle parole ai fatti, con un occhio sul mercato

Palermo

Dopo un mese di pausa, un’attesa che ha fatto impazzire i tifosi rosanero, è finalmente arrivato il momento di mettere da parte il calcio parlato e lasciare spazio a quello giocato. Oggi il Palermo si ritrova in ritiro e prende ufficialmente il via una nuova stagione.

Una stagione che, inutile nasconderlo, vede i rosanero partire tra le principali candidate alla vittoria del campionato. Le ambizioni sono alte e l’obiettivo è chiaro: conquistare quella promozione in Serie A che l’intero ambiente aspetta da troppo tempo.

Se da oggi sarà il campo a parlare, è altrettanto vero che il mercato accompagnerà la squadra ancora per i prossimi 45 giorni. Saranno settimane intense, durante le quali il gruppo che inizierà il ritiro potrebbe cambiare sensibilmente tra nuovi arrivi e partenze.

Il Palermo si presenta ai nastri di partenza con tre innesti di grande spessore, acquisti che innalzano ulteriormente il livello di una squadra già competitiva. Ma se si vuole davvero puntare all’unico obiettivo stagionale, bisogna essere consapevoli che la rosa è ancora incompleta.

Il completamento dell’organico passerà inevitabilmente dal lavoro del direttore sportivo Carlo Osti, chiamato a un compito tanto delicato quanto complesso. Da una parte dovrà trovare una sistemazione ai giocatori rimasti a Torretta, dall’altra dovrà valutare e piazzare quei calciatori partiti per il ritiro ma che, con ogni probabilità, non rientrano nei piani tecnici di Filippo Inzaghi.

Analizzando reparto per reparto, il Palermo necessita ancora di alcuni interventi mirati. Tra i pali serve un secondo portiere affidabile alle spalle della “saracinesca” Joronen. In difesa i quattro centrali garantiscono qualità, ma un quinto elemento, possibilmente under, rappresenterebbe una soluzione intelligente per affrontare una stagione lunga e ricca di impegni.

Sulle corsie laterali, sistemata la fascia destra, resta il consueto problema sulla sinistra, dove al momento l’unico interprete di ruolo è Augello. Anche a centrocampo, nonostante la convocazione di Gomes, manca un giocatore in grado di far rifiatare Ranocchia senza abbassare il livello qualitativo della squadra.

È però nel reparto offensivo che il Palermo dovrà concentrare gli sforzi maggiori. Il 4-2-3-1 di Inzaghi richiede esterni offensivi capaci di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e garantire anche un importante contributo realizzativo. Dei quattro giocatori necessari per ricoprire quei ruoli, oggi il Palermo può contare realmente solo su Jonsen, chiamato a dimostrare di essere un calciatore diverso rispetto a quello visto nella passata stagione. Servono almeno altri tre innesti di alto livello, perché appare difficile immaginare che Le Douaron possa interpretare quel ruolo con continuità.

Al centro dell’attacco Pohjanpalo rappresenta una certezza assoluta, ma anche lui avrà bisogno di un’alternativa credibile che possa sostituirlo quando sarà necessario.

Il lavoro di Osti, dunque, sarà lungo, intenso e tutt’altro che semplice. Oltre a completare la rosa dovrà gestire anche il delicato equilibrio imposto dalla lista degli over in Serie B, aspetto che renderà ogni scelta ancora più strategica.

Da oggi, però, le parole lasciano spazio al campo. Comincia una stagione lunga, difficile e ricca di aspettative. Al Palermo, a Inzaghi, a Osti e a tutto l’ambiente rosanero non resta che lavorare con un solo pensiero in testa: riportare il Palermo dove merita di stare.

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