Il Palermo stecca la seconda amichevole estiva, uscendo sconfitto per 1-0 contro una formazione tedesca di livello tutt’altro che irresistibile, paragonabile alla nostra Serie C. È vero che il risultato, in questa fase della preparazione, conta relativamente: queste gare servono soprattutto a mettere minuti nelle gambe, ritrovare condizione e assimilare i principi di gioco. Ed è altrettanto vero che gli avversari erano più avanti nella preparazione atletica.
Ma c’è un aspetto che non può essere ignorato: in novanta minuti il Palermo non ha praticamente mai dato l’impressione di avere un’identità di gioco. I rosanero hanno creato appena cinque tentativi verso la porta avversaria, molti dei quali nati da mischie su calci piazzati, mentre l’unica vera occasione nel finale è capitata a Gyasi.
Nel calcio moderno corner e punizioni laterali rappresentano certamente un’arma importante, ma non si può pensare di costruire un’intera stagione affidandosi quasi esclusivamente agli episodi. Se l’obiettivo dichiarato è vincere il campionato, serve ben altro.
La rosa vista in campo era ricca di giovani della Primavera e di calciatori che, almeno per quanto mostrato finora, sembrano lontani dal poter garantire il livello necessario per una squadra chiamata a conquistare la promozione senza alibi. Il Palermo non ha fatto passi indietro rispetto alla prima amichevole semplicemente perché, fino a questo momento, non si erano ancora visti passi avanti.
Le sensazioni ricordano troppo da vicino quelle della passata stagione: una squadra poco diversa, con idee ancora confuse e incapace di proporre un calcio riconoscibile. Il probabile arrivo di Rao, da solo, non potrà rappresentare la soluzione ai problemi offensivi, anche perché dovrà giocarsi il posto con Jonsen. Le criticità sembrano piuttosto concentrarsi sulla corsia destra, dove Vasic e le.duaron( le alternative provate finora) non hanno dato garanzie sufficienti per un ruolo così delicato non saltano mai l uomo non creano superiorita numerica non sono grandi marcatori.
Naturalmente sarebbe un errore drammatizzare il risultato di un’amichevole estiva. Tuttavia, queste partite devono servire a individuare con lucidità i limiti della squadra. I dirigenti hanno ancora tempo per intervenire sul mercato e colmare le lacune emerse in queste prime uscite.
Perché se il Palermo vuole davvero conquistare quella Serie A inseguita ormai da troppo tempo, non può permettersi di ripetere gli errori dello scorso campionato. I risultati di luglio non assegnano punti, ma i segnali che arrivano dal campo meritano attenzione. Ignorarli oggi potrebbe significare ritrovarsi, ancora una volta, a rimandare il sogno della promozione all’anno prossimo.




