La vittoria della Cremonese in casa dello Spezia lo scorso 1 giugno, e la conseguente promozione in A dei lombardi, hanno sancito la fine delle ostilità, almeno per quanto riguarda la stagione appena trascorsa. Un’annata logorante, a tratti avvilente che come ogni fase della vita ha avuto un epilogo, nel caso del Palermo amaro ma coerente con lo spettacolo offerto. A voler proprio essere positivi, l’unica nota confortante dell’eliminazione dai playoff al primo turno è il tempo che la società ha guadagnato. Tempo per valutare, per pianificare, per decidere ma soprattutto per agire.
È vero, siamo ancora all’alba del nuovo campionato, non conosciamo neanche la ventesima squadra partecipante proveniente dalla C, e non sappiamo chi vincerà i playout. In realtà non siamo nemmeno certi che le squadre saranno davvero venti e che i playout si giocheranno, ma il tempo già comincia a stringere. Con un ex tecnico tuttora a libro paga e uno nuovo che finora non è arrivato, con un Ds che si comporta da Ds in carica pur non avendo di fatto rinnovato, non possiamo che dare uno sguardo al calendario, nell’attesa che sul circuito di Viale del Fante sventoli la bandiera a scacchi.
Uno dei peccati originali della scorsa stagione è stato proprio quello di non essere partiti per tempo con il completamento della rosa, arrivando in ritiro con un numero di calciatori insufficiente ad organizzare una partita undici contro undici, costretti a guardare in campo ragazzi con il pallone fra i piedi e la valigia in mano. Sarebbe opportuno evitare di ricopiare sul diario del nuovo anno gli errori nel passato. Una volta qualcuno disse “Il tempo è un’opportunità, e non un alibi”: per dare seguito alla prima parte del concetto occorre mantenere il timone saldo e governare con un occhio all’orizzonte.





