Da Palermo a Pescara, Baldini si ripete ma non è lo stesso miracolo

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No, non è la stessa storia. E nemmeno lo stesso miracolo. Quello compiuto da Silvio Baldini a Palermo resta un’autentica impresa sportiva; ciò che è accaduto a Pescara, pur straordinario, ha contorni diversi.

A differenza di quanto avvenne in Sicilia nel 2022, il Pescara partiva con ambizioni chiare di promozione e con una squadra costruita per puntare in alto. A Palermo, invece, Baldini prese in mano una formazione smarrita, che navigava nel buio più totale, senza certezze né prospettive. La differenza è evidente anche nei numeri: il Pescara ha chiuso il girone d’andata al primo posto, il Palermo a metà classifica in un campionato di Serie C competitivo e incerto.

Ciò che accomuna le due esperienze è però il cammino nei playoff, simile per determinazione, intensità e convinzione. Due cavalcate nate da una stessa matrice: la grinta, la fede cieca nei propri mezzi e -soprattutto – la certezza di Baldini. A Palermo fu l’unico, all’epoca, a dichiarare pubblicamente che avrebbe vinto i playoff. Un’affermazione insolita, coraggiosa, quasi provocatoria nel mondo del calcio. E così è stato. La storia si è ripetuta a Pescara, dove il tecnico toscano ha ribadito: “Se la squadra mi segue, vinceremo”.

Oggi possiamo definirlo senza esitazioni il “mago dei playoff”. Eppure, dietro il carisma e la competenza, resta quel carattere difficile che lo ha portato in passato a scontri anche pesanti, come quelli che lo hanno portato all’esonero nell’era Zamparini, e più recentemente alle dimissioni in seguito all’insediamento del CFG, quando si rese conto che la nuova società non voleva confermare in blocco la rosa della promozione, ma intendeva attuare un profondo rinnovamento. Baldini, coerente con se stesso, lasciò. Una scelta che oggi appare anacronistica, quasi romantica: rinunciare alla panchina – e al denaro – per difendere i propri principi.

In un calcio dove tutto sembra piegarsi al risultato e al compromesso, Baldini resta un’eccezione. E per questo, al di là del giudizio tecnico, merita un applauso. Chapeau.

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