Palermo-Modena, sfida d’alta quota: la forza è tutta nella difesa

Palermo-Modena, difesa bani

Palermo-Modena non è solo una sfida di alta classifica. È anche una sfida tra ex, come Francesco Di Mariano e Antonio Palumbo, o tra i bomber del momento, come Ettore Gliozzi e il suo inseguitore Joel Pohjanpalo. Ma la gara tra siciliani ed emiliani è soprattutto una lotta tra le due migliori difese del campionato: tre reti subite a testa.

Le squadre di Filippo Inzaghi e Andrea Sottil possono infatti contare retroguardie esperte e portieri affidabili come Jesse Joronen e Leandro Chichizola, ma i numeri restano impressionanti: meglio persino di colossi come Inter, Juventus, Real Madrid, Barcellona, Liverpool e Paris Saint-Germain.

Il segreto della solidità

Secondo La Repubblica, dietro questi dati non c’è solo solidità difensiva, ma un’intera filosofia di squadra.
A Palermo, per esempio, l’aggressione alta e il pressing sul portatore di palla permettono di tenere il gioco lontano dalla propria area. Dei tre gol subiti, uno è arrivato su rigore contro lo Spezia (neutralizzato da Joronen ma ribadito in rete), uno su una deviazione sfortunata contro la Reggiana e l’ultimo, a Cesena, frutto di una disattenzione che ha fatto infuriare Inzaghi.

Anche il Modena ha subito gol più per episodi che per errori strutturali: contro l’Avellino una conclusione da fuori dopo un rimpallo, contro il Mantova un rigore, e contro il Pescara un tiro a giro filtrato tra troppe gambe.

Entrambe le squadre incarnano alla perfezione il principio secondo cui la fase difensiva inizia dagli attaccanti. Sono proprio le punte, con il loro pressing e i palloni recuperati, a tenere lontani i pericoli e a generare occasioni in avanti. Non a caso, Palermo e Modena sono anche tra le prime per tiri in porta: 13 gol in 7 partite per i gialloblù, 9 per i rosanero, che attendono ancora la prima firma stagionale del capitano Matteo Brunori, fermato due volte dal VAR per questione di centimetri.

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