Palermo-Modena ai raggi X: la match analysis della gara del Barbera

Inzaghi-Sottil, Palermo-Modena

Al “Barbera” va in scena un pomeriggio di luci e ombre per il Palermo. La squadra di Inzaghi costruisce e illude per oltre un’ora, ma alla distanza si spegne, lasciando al Modena la possibilità di rientrare in partita. Finisce 1-1, con i rosanero che confermano la crescita nel gioco, ma anche i limiti nella gestione dei momenti chiave.

Dopo un primo tempo di grande personalità, il vantaggio firmato da Segre sembra spianare la strada verso tre punti preziosi. Ma nella ripresa, il cambio di atteggiamento e la scelta di abbassare il baricentro consegnano campo e fiducia agli emiliani, che pareggiano con un autogol di Bereszynski e sfiorano persino la rimonta.

Approccio e primo tempo

La squadra di Inzaghi parte con il solito 3-4-2-1, ma l’atteggiamento è subito più alto e aggressivo rispetto alle ultime uscite. Blin si abbassa spesso tra i centrali per impostare, mentre Gomes agisce più avanzato, fungendo da raccordo tra i reparti. Ne nasce un palleggio pulito e continuo, con il 58% di possesso palla e l’80% di precisione nei passaggi.

Gli esterni, Pierozzi e Augello, garantiscono ampiezza e profondità, mentre Palumbo e Segre riempiono con efficacia il corridoio centrale. La difesa resta alta, la squadra corta e il pressing ben coordinato costringe il Modena a cercare soluzioni lunghe. È in questa fase — la prima ora di gioco — che il Palermo mostra la sua versione migliore: controllo del ritmo, gestione sicura e autorità territoriale.

Ripresa e svolta tattica

Dopo il vantaggio firmato da Segre, però, arriva la svolta. Inzaghi decide di abbassare il baricentro, trasformando l’assetto in un 5-3-2 mascherato, con Blin davanti alla difesa e i quinti più prudenti. La mossa, pensata per gestire il risultato, finisce per spegnere la manovra: la squadra si compatta troppo, perde le connessioni tra centrocampo e attacco e concede metri agli avversari.

Il Modena, più intraprendente, trova spazio soprattutto sul lato destro con Zampano e alza progressivamente il ritmo. Il pareggio arriva su un autogol di Bereszynski, ma è il frutto di una lunga fase di sofferenza. Negli ultimi venti minuti il Palermo si chiude, rinuncia al palleggio e fatica a risalire il campo, lasciando al Modena il controllo del gioco.

I numeri della gara

I numeri raccontano una partita equilibrata: xG 0.93 a 0.71, 17 tiri a 10 per i rosanero ma solo 5 nello specchio. Buona la tenuta nei duelli (56 a 51), ma la lucidità nel finale è venuta meno. Joronen tiene a galla la squadra con cinque interventi decisivi e oltre un gol evitato secondo le statistiche (1.24 xG prevented).

Segre è il migliore in campo: oltre al gol, offre inserimenti continui e un grande lavoro tra le linee. Meno brillante Brunori, troppo isolato e poco servito, con un solo tiro nello specchio in tutta la gara.

Il Palermo esce così con un punto che lascia l’amaro in bocca. Ottimo approccio, ma ancora troppa fragilità nella gestione del vantaggio: un limite che Inzaghi dovrà correggere se vuole dare continuità alla crescita della squadra.

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