Altro pareggio al Barbera, non è più un caso: le pagelle poco serie di Palermo-Modena

Palermo-Modena

Un altro pareggio casalingo, il terzo in cinque gare al Barbera. Contro la capolista Modena, il Palermo raccoglie l’ennesimo punto che lascia l’amaro in bocca e conferma un dato che ormai non può più essere derubricato a semplice casualità: i rosanero fanno molta fatica quando devono fare la partita, con palese difficoltà nel costruire occasioni pulite, si ingolfano facilmente quando devono gestire il possesso e soffrono tremendamente la pressione quando si avvicina l’area avversaria. Un limite strutturale, che si ripresenta puntuale ogni volta che la squadra è chiamata a condurre il gioco, e che non può più essere considerato un caso.

Non è un caso nemmeno che, quando non segna Pohjanpalo, il Palermo non riesca a vincere. Il finlandese, capocannoniere della squadra e trascinatore designato, è ormai l’unica vera garanzia offensiva. Il problema è che nessuno, attorno a lui, sembra in grado di prendere per mano la squadra nei momenti difficili. E se la panchina dovrebbe rappresentare un’arma in più, contro il Modena non è stato così. Con l’eccezione di Gomes, che ha dato ordine e ritmo a centrocampo, gli altri subentrati la partita l’hanno cambiata, ma in peggio. Le Duaron è rimasto una presenza impalpabile, incapace di rendersi utile né in fase di manovra né in area di rigore. Vasic non ha praticamente toccato palla, e Bereszyński si è reso suo malgrado protagonista dell’episodio che ha portato al pareggio avversario.

In una partita comunque equilibrata va salvata la prova di Peda, gettato nella mischia per sostituire l’indisponibile Bani. Il centrale ha risposto con personalità e attenzione, evitando sbavature e guidando bene il reparto. Ma la buona prova del singolo non basta a nascondere i problemi collettivi, soprattutto quando arrivano errori banali nei momenti chiave. Come quello di Blin, che con un rinvio sballato e affrettato ha colpito in pieno un avversario, dando il via all’azione che ha portato all’ennesimo autogol stagionale. Sì, perché anche stavolta il Palermo si è fatto male da solo: su 4 reti incassate in 8 giornate, ben 3 sono autogol. Un dato clamoroso, a cui, aldilà della cattiva sorte, va posto rimedio.

Il Palermo resta in corsa, certo, ma perde terreno e fiducia ogni volta che non riesce a imporsi in casa. Al Barbera servirebbe costruire il fortino da promozione, invece ogni partita diventa un rebus. E finché si continuerà a parlare solo di “episodi”, “sfortuna” o “situazioni da rivedere”, senza affrontare i veri limiti strutturali della squadra, il salto di qualità resterà un miraggio.

PALERMO-MODENA, LE PAGELLE “POCO SERIE”

10 Alla cornice di pubblico palermitano che come sempre (almeno per ora) ha riempito lo stadio in ogni ordine di posto.
9 A Checco Di Mariano per essere riuscito ad indovinare il suo spogliatoio e per essersi sforzato di non correre ad abbracciare Segre al momento del gol.
8 A Pohjanpalo, che ha dimostrato ancora una volta che se non segna lui difficilmente si vince.
7 Al Modena, che ci ha creduto sino alla fine.
6 Alla media dei “portoghesi” che entrano senza biglietto ai tornelli, circa uno ogni sei paganti. Bene ma non benissimo.
5 Ai cambi di mister Inzaghi, per la prima volta sotto la sufficienza.
4 Alla condizione fisica della squadra negli ultimi 15 minuti.
3 Al prefiltraggio dello stadio Renzo Barbera: maggiore è l’attesa per l’ingresso, minore è la solerzia nell’effettuare i controlli. Con le conseguenze di cui sopra.
2 Ai tifosi del Palermo, anche se pochi, che nel secondo tempo hanno fischiato Checco Di Mariano che si apprestava a a battere un calcio d’angolo.
1 Ai geni che hanno deciso che la partita e la mezza maratona si dovessero disputare nello stesso giorno. “Decisione discutibile, ma si lo so lo sai…” (Cit).

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