Il Palermo dilaga contro il Mantova in Coppa Italia e conquista il passaggio del turno. A dicembre sfida al Bologna. La squadra di Inzaghi manda un segnale forte anche al campionato, ma ancora una volta si concede il lusso di rimettere in discussione una partita già vinta. “Chissà com’è la vita facile, ce l’ha con me”, cantava Luciano Ligabue. Il risultato, però, dice 5-2. E alla fine è quello che conta.
Il Palermo supera il Mantova, conquista il passaggio del turno in Coppa Italia e si regala per dicembre una sfida affascinante contro il Bologna. Una vittoria larga, convincente e che, soprattutto, conferma una sensazione sempre più evidente: questo Palermo ha una rosa talmente profonda da poter schierare praticamente due squadre.
E non è un messaggio rivolto soltanto al Mantova. È un messaggio alle rivali del campionato. Perché quando una squadra può cambiare uomini, alternare interpreti e continuare a produrre gol e qualità, significa che le ambizioni sono importanti. Il Palermo vuole essere protagonista e, probabilmente, anche qualcosa in più.
PALERMO, LE VITTORIE ARRIVANO MA…
Ma c’è un vizio che comincia a diventare fastidioso Perché c’è un però. Anzi, un grande però. Come ad Arezzo, il Palermo è riuscito a complicarsi una partita che sembrava già vinta. Due gol di vantaggio, la sensazione di avere il match in controllo e poi improvvisamente il Mantova torna sotto. Il 2-2 riapre una partita che il Palermo avrebbe dovuto gestire con maggiore maturità e tranquillità.
E allora viene spontanea una domanda: perché? Perché una squadra che vuole dominare il campionato deve concedersi il lusso di rimettere in partita avversari che sembravano già al tappeto? Ad Arezzo il Palermo ha dovuto riprendersi la partita con le unghie e con i denti. Contro il Mantova ha avuto una reazione ancora più fragorosa: ha rimesso ordine, ha rialzato la testa e ha finito per travolgere l’avversario.
Il 5-2 finale cancella il brivido. Ma non cancella il campanello d’allarme. La differenza è tutta nella reazione Ed è proprio qui che il Palermo dimostra di avere qualcosa in più. Perché farsi recuperare due gol non è da squadra dominante. Reagire al 2-2, riprendere il controllo e segnare ancora tre gol, invece, lo è.
Questa squadra ha una caratteristica importante: quando sembra essere in difficoltà, ha gli uomini e la qualità per cambiare nuovamente la partita. Ed è probabilmente questa la vera forza del Palermo. Non soltanto i titolari. Non soltanto i giocatori più importanti. Ma una rosa che permette di mantenere alto il livello anche quando cambiano gli interpreti.
Il messaggio alle rivali è arrivato forte e chiaro. Il Palermo passa il turno e guarda avanti. A dicembre ci sarà il Bologna, ma prima ci sarà il campionato, che rimane il vero obiettivo della stagione. E proprio alle contendenti per la promozione il Palermo ha mandato un messaggio piuttosto chiaro: attenzione, perché questa squadra ha profondità, qualità e alternative.
Due squadre in una. Una che può partire dall’inizio e una che può subentrare. Una che può mettere la partita sui binari giusti e un’altra che può chiuderla.
Il problema, semmai, è che sarebbe meglio non dover utilizzare sempre la seconda per rimediare agli errori della prima.
Perché il Palermo può permettersi di recuperare partite complicate. Ma una squadra costruita per vincere il campionato deve arrivare al punto di non doverle recuperare affatto. Il 5-2 al Mantova, comunque, resta una vittoria pesante. E se le avversarie speravano in un Palermo fragile, la risposta è arrivata sul campo. Il Palermo c’è. Ha due squadre. Ha qualità. Ha carattere.
Adesso deve soltanto imparare a non complicarsi la vita da solo. Perché per dominare un campionato non basta essere più forti degli altri. Bisogna anche smettere di regalare agli altri la speranza di esserlo.
PALERMO-MANTOVA 5-2, LE PAGELLE POCO SERIE
10 a Fortin: stop di petto e controllo palla…
9 all’assente che ha messo la tifoseria di buonumore
8 di incoraggiamento ai tifosi del Bologna, stiamo arrivando
7 ai tifosi del Mantova: venire qui a…Mondello, ci tenevano tanto
6 agli 11 scesi in campo che potrebbero giocare insieme in campionato mettendo in difficolta inzaghi.
5 a Magnani: come attore lascia a desiderare
4 ai tifosi della curva per i cori burleschi contro il Catania, non si spara sulla croce rossa.
3 come il numero di maglia, ad Augello che riesce a prendere il guardalinee in testa con una pallonata durante l’intervallo.
2 ai dirigenti della.lega che hanno avuto la brillante idea di fare giocare la partita alle ore 18.00 di giovedì.
1 ai tifosi che continuano a lanciare bottigliette piene d’acqua in campo non ricordando che una bottiglietta d’acqua costa € 2.50.





