Il Palermo comincia la sua avventura in Coppa Italia nel modo migliore: vittoria per 2-0 contro il Lecce e qualificazione ai sedicesimi di finale. Ma più del risultato, la serata del Barbera consegna a Filippo Inzaghi due indicazioni importanti: una certezza che ormai non sorprende più, Joel Pohjanpalo, e una scoperta che invece può rappresentare una delle novità più interessanti della stagione, Dominic Vavassori.
Sono proprio loro a firmare i due gol che decidono la partita. Vavassori sblocca il risultato al 14′, Pohjanpalo raddoppia al 42′, trasformando una gara che il Lecce stava provando a riaprire in una serata completamente favorevole ai rosanero.
Vavassori – la scoperta
Il primo gol porta la firma di Vavassori, ma racconta anche qualcosa di più. L’azione nasce da una situazione insistita del Palermo e da una rimessa laterale battuta rapidamente. Dopo il tentativo di Johnsen, respinto da Falcone, il pallone torna in gioco e Vavassori è il più rapido a leggere la situazione, trovando il tempo per inserirsi e depositare il pallone in rete.
È un gol che fotografa bene le caratteristiche della nuova pedina offensiva rosanero: reattività, senso della posizione e capacità di attaccare lo spazio. Vavassori, arrivato dall’Atalanta, era una delle novità più attese dell’undici di Inzaghi e il suo impatto è stato immediato.
Pohjanpalo – la certezza
Se Vavassori rappresenta la novità, Pohjanpalo è invece la conferma. Il centravanti finlandese ha già dimostrato nella scorsa stagione di essere uno dei principali riferimenti offensivi del Palermo, chiudendo la regular season di Serie B con 24 reti e conquistando il titolo di miglior marcatore del campionato.
Contro il Lecce non ha avuto bisogno di molte occasioni per lasciare il segno. Al 19′ aveva già sfiorato il gol di testa, non riuscendo però a indirizzare verso la porta il cross di Augello. Poco più di venti minuti dopo, invece, non ha perdonato.
Il secondo gol nasce ancora una volta da una situazione di grande rapidità. Una rimessa laterale viene battuta velocemente, Johnsen conduce la ripartenza e serve all’indietro Pohjanpalo, che si trova nella posizione ideale per concludere centralmente e battere Falcone. È il classico gol da attaccante: movimento, presenza nell’area e freddezza nel momento decisivo.
Il peso dei due gol
Ed è proprio il rapporto tra i due gol a rendere particolarmente interessante la prestazione del Palermo. Il primo nasce dall’energia e dalla sorpresa di Vavassori; il secondo dalla concretezza e dall’esperienza di Pohjanpalo.
Due reti diverse, due giocatori diversi, ma complementari.
Vavassori porta imprevedibilità e attacco della profondità.
Pohjanpalo garantisce invece un punto di riferimento per la squadra e soprattutto quella sensazione che, quando il pallone arriva nell’area avversaria, possa succedere qualcosa. La loro convivenza offensiva può diventare una delle chiavi del Palermo di Inzaghi.
Una vittoria che vale più della qualificazione
Il 2-0 contro il Lecce non è soltanto il passaggio del turno. È una prima fotografia del Palermo che Inzaghi vuole costruire.
Da una parte c’è una certezza: Pohjanpalo continua a segnare e a rappresentare il terminale offensivo principale. Dall’altra c’è una possibile nuova protagonista: Vavassori, capace di presentarsi al Barbera con un gol dopo appena quattordici minuti e di lasciare subito una sensazione positiva.
E forse è proprio questo il dato più interessante della serata. Il Palermo non ha avuto bisogno soltanto del suo uomo più affidabile per vincere. Ha trovato anche una nuova risorsa capace di incidere immediatamente.
Pohjanpalo resta la certezza. Vavassori è la scoperta.





