Per provare a capire che tipo di Palermo potremo aspettarci nella prossima stagione, vale la pena analizzare il recente cammino del Pisa, neopromosso in Serie A sotto la guida di Pippo Inzaghi.
La Serie B, come spesso accade, segue logiche abbastanza precise: vince o viene promossa la squadra che riesce a mantenere una certa solidità difensiva. In tal senso, il Pisa rappresenta un esempio emblematico. La formazione toscana ha chiuso il campionato con il secondo miglior rendimento difensivo: 36 gol subiti, alle spalle dello Spezia (33) e davanti al Sassuolo (38), quest’ultimo promosso da capolista.
Ma non è solo la difesa ad aver fatto la differenza. Il Pisa ha mostrato anche grande efficacia in attacco, chiudendo al secondo posto nella classifica dei gol fatti con 64 reti, dietro al Sassuolo (78) e davanti alla Cremonese (62), anch’essa neopromossa.
Anche la differenza reti conferma la solidità della squadra di Inzaghi: +28, seconda solo al Sassuolo, che ha chiuso con un impressionante +40.
Questo profilo di squadra equilibrata, solida dietro e concreta davanti, richiama un’altra esperienza vincente di Inzaghi: il Benevento della stagione 2019-2020. Anche in quell’occasione, i sanniti chiusero con la miglior difesa del torneo, confermando l’attenzione maniacale dell’allenatore per la fase difensiva.
Un dato, questo, che dovrebbe far riflettere in chiave Palermo: negli ultimi anni, infatti, la tenuta difensiva non è mai stata un punto di forza dei rosanero. Con Inzaghi in panchina, si potrebbe dunque assistere a un cambio di rotta, fondato proprio sulla solidità e sull’equilibrio tattico.





