Palermo, Inzaghi: “Alla squadra voglio trasmettere i miei valori, giocare contro di noi dovrà essere difficile”

Il neo tecnico del Palermo Filippo Inzaghi è stato ospite di Torretta Cafè, la trasmissione del club dedicata ai personaggi legati ai colori rosanero. “Il primo impatto a Palermo è stato incredibile, mi esaltano e spero di potere ricambiare con la squadra sul campo. Mi auguro di essere all’altezza di questa tifoseria e società. Non ho mai giocato una partita rimpiangendo di non aver fatto una settimana perfetta, vorrei trasmettere i miei valori ai miei giocatori. Da giocatore ho accettato a malincuore la panchina ma rispettavo le scelte. Cercherò di responsabilizzare molto la squadra, il destino ti aiuta ma va ricercato nei migliori dei modi. Gli farò capire l’importanza di essere atleti, ma penso che già la squadra ne sia consapevole”.

Vita privata: “Preferisco bere acqua non troppo fredda. Ad Halloween, ero in un locale, ho chiesto dell’acqua e accanto a me una donna ha fatto la stessa richiesta spiazzandomi. Da lì tutto mi ha cambiato la vita perché quella donna sarebbe diventata mia moglie. Insieme abbiamo due figli meravigliosi nonostante io sia diventato padre tardi. I miei genitori ci hanno sempre insegnato ad amare a me e Simone le piccole cose. Con mio padre andavamo a vedere il Piacenza, sin da piccoli il calcio era al primo posto, è stato fantastico fare ciò che amavamo. I miei idoli sono Paolo Rossi, Vialli, Altobelli Van Basten e Muller.

Il rapporto con il fratello: “Un legame forte con Simone, ci sentiamo 2-3 volte al giorno. Avere in casa uno dei migliori allenatori al mondo mi rende orgoglioso. Abbiamo esordito in nazionale insieme a Torino anche se non abbiamo avuto modo di giocare insieme: lui entrava in campo ed io sostituito, ma comunque bello”.

L’importanza della gavetta: “Io ho fatto tutto per gradi, iniziando dalla serie C. L’importante è imparare dagli errori, dalle vittorie ma anche dalle sconfitte, ci sono le occasioni e bisogna sfruttarle. Nel percorso da calciatore, Parma sembrava la svolta, ma dopo l’infortunio andai all’Atalanta sino alla Juventus ed il Milan. Non avrei potuto desiderare di meglio. Di Ancelotti porto tutto, come persona e come mister, ma ho sempre cercato di imparare da tutti, anche dai loro errori cercando di non ripeterli. In Champions mi trasformavo, avevo le mie fissazioni scaramantiche, ascoltavo la musica ed ascoltavo Certe notti dopo la partita Ligabue perché mi portava bene. Il gol più bello è stato alla finale di Champions con il Milan, più di della Nazionale”. Per Inzaghi poi arriva il momento di un video messaggio da parte di Zaccardo: “Un ragazzo straordinario anche come calciatore, si è messo a disposizione quando sono stato il suo allenatore. Tutti vorrebbero un Zaccardo in squadra”.

Gattuso come nuovo ct della Nazionale: “Spero che Rino porti la nazionale ai Mondiali. Dopo il Milan sono stato male, ho avuto degli attacchi di panico, ci tenevo a fare bene. Ringrazio i miei genitori che mi hanno aiutato. L’ultima partita a 39 anni facendo gol è stata dura, il recupero della partita erano minuti interminabili. Poi ho capito che il destino mi aveva dato una possibilità e ringrazio il Milan di avermi dato la possibilità di allenare gli allievi. C’è stato un timido approccio del Palermo a fine carriera, ma nulla di più, avevo avuto modo di conoscere il sud ed amavo il calore. Nel cuore portavo il sogno di venire in una piazza come Palermo”.

“In tanti mi hanno mandato messaggi una volta saputo del mio arrivo a Palermo. Tra questi anche una persona speciale che spero il 9 agosto mi possa fare un bel regalo di compleanno”, il riferimento è a Pep Guardiola e alla possibilità di un amichevole con il Manchester City al Barbera.

La scelta dello staff e l’importanza della responsabilità: “Ottenere le promozioni mi rende orgoglioso per le società, per i giocatori. Ringrazio la Società per avermi fatto portare con me il mio staff, un valore aggiunto. Mi auguro tanti abbonamenti ma dobbiamo essere noi a trascinarli allo stadio, abbiamo un pubblico da palcoscenici più alti. Dal giorno che ho capito di diventare l’allenatore del Palermo sento questa responsabilità, affetto immeritato ma voglio farmi amare dai tifosi e fare capire a gli avversari che sarà difficile giocare contro di noi”.

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