Il Palermo c’è, ed è solo l’inizio: adesso il test Udinese per sognare in grande

Claudio Gomes

Contro il Bari il Palermo ha vinto. Ma non è stato solo un successo sul campo, è stato un trionfo dello spirito, della compattezza, dell’idea di squadra che va oltre lo schema, oltre il modulo, oltre il fraseggio. Una vittoria che ha raccontato una storia diversa: quella di un gruppo che si è scelto, che si riconosce, che si muove come un corpo unico verso un obiettivo comune.

L’istantanea più vera, più potente, non è stata il pallone in rete. È stata quell’abbraccio. Quel gesto collettivo e spontaneo che ha seguito il gol. Un’esplosione di emozione che ha travolto tutti: panchina, campo, staff. E soprattutto lui, Filippo Inzaghi, il primo a scattare, a correre, a farsi travolgere da una gioia che non è solo tecnica, è umana, è profonda. È la gioia di chi sa che dietro quel gol c’è molto di più di un’azione ben costruita: c’è lavoro, fatica, fiducia. C’è gruppo.

Inzaghi non ha mai fatto mistero di amare il calcio giocato, quello vero, quello fatto di cuore e sacrificio prima ancora che di lavagna tattica. E questo Palermo lo rispecchia. Certo, si vedono spunti interessanti, idee, linee di gioco. Ma non è questo che porterà lontano questa squadra. Sarà piuttosto la compattezza, la fame condivisa, lo spirito di chi sa esultare insieme, soffrire insieme, vincere insieme.

Lo si è visto anche negli occhi di chi, tra i più giovani del gruppo, ha sprigionato una gioia pura al momento del gol. Non una gioia personale, ma collettiva, che si nutre del riconoscersi parte di qualcosa di più grande. E quando un ragazzo come Samuel Giovane esplode così vuol dire che l’ambiente è sano e che la direzione è quella giusta. Questo Palermo non ha solo segnato un gol. Ha mandato un messaggio: “Noi siamo uniti, e sappiamo dove vogliamo andare”. E forse è proprio questo, più ancora del bel gioco, che farà la differenza lungo il cammino.

Sulla strada dei rosanero adesso ci sarà l’Udinese per un obiettivo che, certamente, non è quello principale da perseguire. Sarà comunque una vetrina importante per chi ha giocato finora di meno, Vasic, Corona e lo stesso Giovane su tutti. “Ci giochiamo la Juventus”, ha affermato Inzaghi con l’espressione di chi sa che crederci non costa nulla e che tutto è fattibile con la determinazione messa in campo nelle prime gare stagionali.

La sensazione, per questo Palermo, è che sia solo l’inizio. Perché i campionati, spesso, non li vincono le squadre più belle ma quelle che restano unite e prima di tutto fanno gruppo. E anche i sogni, persino quelli apparentemente proibitivi, in un contesto del genere possono diventare realtà.

LEGGi anche