Palermo, il pagellone della stagione 2025/26: Pohjanpalo trascina, Joronen certezza. Inzaghi promosso, ma non basta

pagellone

Ridurre l’intera annata alla semifinale contro il Catanzaro sarebbe ingeneroso. Il Palermo ha costruito molto, ha valorizzato diversi giocatori, ha trovato un centravanti dominante come Pohjanpalo e ha avuto in alcuni elementi una base solida da cui ripartire. Ma una stagione si giudica anche dalla capacità di trasformare il percorso in traguardo. E lì, inevitabilmente, qualcosa è mancato.

Ecco il pagellone, reparto per reparto.

Portieri

Joronen 7,5

Una delle note più positive della stagione. Joronen ha dato al Palermo quello che serviva: sicurezza, presenza, parate pesanti e continuità. In diverse partite ha portato punti, trasmettendo fiducia a tutto il reparto difensivo. 

Gomis 6

Ha avuto poco spazio, ma quando è stato chiamato in causa ha risposto con serietà. Il ruolo del secondo portiere è sempre complicato: si vive nell’ombra del titolare e bisogna farsi trovare sempre pronti. 

Difensori

Augello 7

Stagione positiva e di grande continuità. Augello è stato uno dei principali sbocchi della manovra rosanero sulla corsia sinistra: molte azioni offensive sono nate dal suo lato, grazie alla sua capacità di accompagnare, crossare e leggere i tempi della giocata. Nel finale ha pagato un po’ di stanchezza, anche perché è stato utilizzato tantissimo e non ha avuto un vero sostituto di pari livello. Resta uno dei giocatori più affidabili dell’anno.

Bani 7,5

Il leader difensivo del Palermo. Bani ha portato esperienza, personalità, fisicità e senso della posizione. Con lui in campo la squadra ha avuto un’altra solidità, soprattutto nella gestione dei duelli e delle situazioni sporche. Non è stato immune da qualche difficoltà, ma nel complesso ha dato al reparto un peso specifico superiore. È uno dei giocatori da cui il Palermo può ripartire con maggiore convinzione.

Rui Modesto 6,5

Rui Modesto ha saputo ritagliarsi pian piano spazio con corsa, applicazione e disponibilità tattica, diventando una risorsa utile nella parte finale della stagione. Il suo voto premia più il percorso di crescita che la continuità assoluta. Ha lasciato la sensazione che potrebbe essere ancora utile.

Bereszynski 6

Stagione da alternativa affidabile. Da un giocatore con il suo curriculum forse ci si aspettava qualcosa in più in termini di personalità e presenza, ma quando è stato chiamato in causa ha dato il suo contributo con ordine ed esperienza. 

Magnani 5,5

Una delle mezze delusioni della stagione. Il suo ritorno aveva creato aspettative importanti, perché Magnani era considerato un giocatore in grado di alzare subito il livello del reparto. Invece tra condizione, problemi personali e continuità mai davvero trovata, non è riuscito a incidere come ci si aspettava. Da recuperare, più che da bocciare definitivamente.

Pierozzi 7

Parte forte, segna gol importanti, dà al Palermo fisicità, duttilità e capacità di attaccare l’area. Pierozzi è stato uno degli elementi più preziosi per Inzaghi, anche perché utilizzabile in più ruoli: esterno, quinto, braccetto, uomo di corsa e di duello. Durante l’anno ha avuto qualche calo, fisiologico per intensità e minutaggio, ma il suo contributo complessivo è stato importante. Stagione da promozione.

Peda 6,5

Una sorpresa positiva. Peda ha mostrato struttura, personalità e margini di crescita interessanti. Non è ancora un difensore completamente maturo, poiché ogni tanto paga qualcosa nelle letture e nella gestione di alcuni momenti, ma ha fatto vedere qualità importanti. In una rosa con tanti elementi esperti, è stato uno dei giovani più credibili. Voto positivo, con prospettiva.

Ceccaroni 7

Stagione solida e continua. Ceccaroni ha confermato di essere un difensore affidabile, capace di dare equilibrio, letture e presenza dentro l’area. Qualche errore c’è stato, come capita in un campionato lungo, ma il rendimento medio resta alto. È stato uno dei pilastri della linea arretrata.

Veroli 5

Non all’altezza del Palermo di questa stagione. Ha avuto poco spazio e non è riuscito a convincere quando è stato chiamato in causa. Il giudizio non è definitivo sul valore del giocatore, ma sul contributo dato in questa annata: troppo marginale e troppo distante dal livello richiesto a una squadra che voleva competere per la Serie A.

Centrocampisti

Palumbo 7,5

Uno dei giocatori di maggiore qualità. Palumbo ha portato idee, pulizia tecnica, capacità di legare i reparti e giocate negli ultimi trenta metri. Non sempre continuo per novanta minuti, ma spesso decisivo nella costruzione delle occasioni offensive. In una squadra che a volte ha faticato a produrre qualità dal centrocampo, lui è stato uno dei pochi capaci di accendere la luce. Stagione importante.

Gomes 5

La delusione più evidente del centrocampo. Dopo stagioni di ben altro spessore, Gomes è sembrato meno centrale, meno brillante e meno incisivo. Ha perso peso nelle gerarchie e non è riuscito a ritrovare quella continuità che lo aveva reso un riferimento. Il voto è severo perché le aspettative erano alte. 

Segre 6,5

Il solito cuore del centrocampo. Segre ha messo corsa, intensità, inserimenti, sacrificio e spirito di appartenenza. Non è il giocatore più tecnico della rosa e in alcune partite il Palermo avrebbe avuto bisogno di maggiore qualità nella gestione del pallone, ma il suo contributo agonistico resta importante. Una stagione positiva, anche se non sempre brillante. Leader per atteggiamento.

Ranocchia 7,5

Tra i migliori della stagione. Ranocchia è cresciuto molto, soprattutto per personalità e partecipazione al gioco. Ha qualità, tiro, visione e coraggio nella giocata. Quando si avvicina all’area diventa uno dei centrocampisti più pericolosi del Palermo, perché sa calciare, rifinire e inserirsi. Non è ancora continuo per tutta la partita, ma il salto in avanti è stato evidente. Patrimonio tecnico da valorizzare.

Gyasi 4,5

Acquisto sbagliato, almeno per quello che si è visto in questa stagione. L’infortunio iniziale può aver inciso, ma il rendimento complessivo è stato troppo basso. Da Gyasi ci si aspettava esperienza, profondità, strappi e concretezza. È arrivato invece un contributo limitato, con poca pericolosità offensiva e poche giocate realmente decisive. L’impegno non basta per salvare il giudizio.

Vasic 5

Il talento si intravede, ma ancora una volta appare troppo acerbo. Vasic ha qualità fisiche e tecniche, però non riesce a trasformarle in prestazioni continue. Ha avuto qualche lampo, ma troppo poco per incidere in una squadra che aveva bisogno di certezze. Probabilmente avrebbe bisogno di giocare con maggiore continuità, magari in un contesto dove poter sbagliare e crescere. Stagione insufficiente.

Blin 4,5

Doveva portare struttura, equilibrio ed esperienza, ma il suo impatto è stato molto deludente. Mai davvero centrale, raramente incisivo, poco capace di cambiare l’inerzia delle partite. In una stagione lunga, le alternative avrebbero dovuto alzare il livello o quantomeno mantenerlo. Blin non ci è riuscito. Voto basso, inevitabile.

Giovane 5,5

Ha mostrato qualcosa, mettendo in campo grinta e disponibilità. Però il suo contributo complessivo resta limitato. Non è una bocciatura pesante, perché il minutaggio e il ruolo non gli hanno consentito di incidere più di tanto, ma non basta per arrivare alla sufficienza. Stagione di passaggio, con qualche segnale ma senza vera continuità.

Attaccanti

Johnsen 5,5

Ci si aspettava di più. Johnsen ha qualità, tecnica, strappo e fantasia, ma troppo spesso è rimasto nel limbo tra la giocata potenzialmente interessante e la mancanza di concretezza. Qualche lampo, qualche accelerazione, ma pochi episodi davvero pesanti. Il Palermo aveva bisogno di maggiore incisività negli ultimi metri. Voto insufficiente, anche se non disastroso: il talento c’è, ma va trasformato in rendimento.

Pohjanpalo 8,5

Il migliore della stagione. Pohjanpalo è stato il volto tecnico ed emotivo del Palermo 2025/26. Gol, leadership, presenza in area, capacità di reggere il peso dell’attacco e di trasformare in pericolo anche palloni non sempre puliti. Un centravanti di categoria superiore, capace di dare alla squadra una dimensione offensiva diversa. 

Le Douaron 5,5

Tanto lavoro, tanta corsa, ma poca qualità negli ultimi metri. Le Douaron si è sacrificato, ha pressato, ha aiutato la squadra e non ha mai dato l’impressione di tirarsi indietro. Però da un attaccante del Palermo serviva più peso offensivo, più lucidità, più presenza in zona gol. Il giudizio tiene conto dell’impegno, ma anche delle aspettative: stagione insufficiente.

Corona s.v.

Minutaggio troppo ridotto per un giudizio reale. Ha vissuto la stagione più da giovane aggregato e prospetto che da protagonista. Non ci sono elementi sufficienti per una valutazione tecnica completa.

Allenatore

Inzaghi 6,5

Il giudizio su Inzaghi va tenuto in equilibrio. Da un lato ha dato al Palermo un’anima, una struttura e una continuità che erano mancate in altre stagioni. La squadra è rimasta in alto, ha costruito un percorso credibile e ha ritrovato una mentalità più competitiva. Questo va riconosciuto.

Dall’altro lato, però, il Palermo non ha completato il lavoro. Alcune scelte sono state discutibili, diversi giocatori sono arrivati spremuti nel finale e nei momenti decisivi è mancata quella lucidità che trasforma una buona stagione in una stagione vincente. Il voto è quindi una sufficienza abbondante: Inzaghi ha fatto un buon lavoro, ma non abbastanza per meritare una promozione piena. Dal prossimo anno, se resterà alla guida del Palermo, l’asticella dovrà inevitabilmente alzarsi.

Il bilancio finale

Il Palermo 2025/26 non è una squadra da bocciare. Anzi, il campionato ha consegnato una base importante: Joronen tra i pali, Bani e Ceccaroni dietro, Palumbo e Ranocchia in mezzo, Pohjanpalo davanti. A questi si aggiungono giocatori come Augello, Pierozzi, Peda e Segre, che hanno dato continuità, identità e sostanza.

Il problema è stato nella profondità della rosa. Troppi elementi chiamati ad allungare il livello non hanno risposto presente: Gyasi, Blin, Gomes, Vasic, Veroli, Johnsen e Le Douaron hanno inciso meno del previsto, ognuno per motivi diversi. Ed è qui che il Palermo dovrà intervenire.

La stagione resta positiva, ma incompleta. Il Palermo ha dimostrato di poter stare stabilmente in alto. Ora deve dimostrare di poter fare l’ultimo passo. Perché a Palermo, adesso, non basta più sognare: bisogna arrivare fino in fondo.

Migliore della stagione: Pohjanpalo
Miglior sorpresa: Joronen
Leader difensivo: Bani
Migliori per qualità: Palumbo e Ranocchia
Più continui: Augello e Ceccaroni
Delusioni: Gyasi, Blin e Gomes
Voto alla stagione del Palermo: 7-

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