Un aspetto che non è passato inosservato in questo inizio di stagione del Palermo è l’equilibrio. Il gruppo allenato da Pippo Inzaghi sta dimostrando la propria forza nei meccanismi collettivi e nel contributo di ogni reparto.
In questa squadra la fase difensiva (la migliore del campionato, assieme a quella del Modena) non è solo compito dei difensori. Tutti partecipano attivamente alla protezione della porta. Ed è proprio questa coralità a rappresentare il segnale più evidente di un Palermo sempre più “squadra”. Come sottolinea il Corriere dello Sport, il merito va condiviso da ogni componente della formazione, con un focus particolare all’attacco e alla mediana.
Equilibrio e compattezza
Non solo i gol di Pohjanpalo rappresentano motivo di soddisfazione per il tecnico rosanero. Il vero successo è l’equilibrio raggiunto dalla squadra, primo obiettivo dichiarato da Inzaghi all’inizio della stagione.
Le 9 reti segnate finora non fanno del Palermo uno dei migliori attacchi della Serie B, ma sono pienamente compensate dalla solidità difensiva e dai risultati ottenuti. E proprio in questa categoria, dove la compattezza e la tenuta mentale fanno spesso la differenza, avere una base così solida rappresenta il primo passo per costruire un percorso importante.
Il lavoro della mediana
Fondamentale, in questa crescita, è anche il lavoro della linea mediana. Il centrocampo rosanero è diventato una delle chiavi del successo: filtra, copre e sostiene la manovra con equilibrio, permettendo alla squadra di mantenere sempre le distanze giuste tra i reparti.
Il fatto che i risultati restino invariati anche con interpreti diversi è un segnale di maturità e continuità. Dopo la sosta, contro il Modena, dovrebbe tornare Ranocchia, le cui geometrie potranno offrire maggiore fluidità tra trequarti e linea mediana.
Anche Giovane, quando impiegato, ha garantito equilibrio e dinamismo, confermando la profondità e la compattezza di un Palermo che continua a sorprendere per organizzazione e identità.


