Un secondo posto in classifica, con la miglior difesa del campionato e una ritrovata solidità mentale: il Palermo di Pippo Inzaghi è, fin qui, una delle realtà più convincenti di questo avvio di Serie B. Il tecnico piacentino ha impresso alla squadra una chiara identità, trasformandola in poche settimane in un gruppo compatto, organizzato e feroce nei momenti chiave.
Secondo La Repubblica, le differenze appaiono più evidenti mettendo a confronto l’ultimo Spezia-Palermo con quello giocato lo scorso anno: stesso stadio, stesse maglie, ma due squadre completamente diverse.
Un anno fa, il Palermo andò in vantaggio con Ranocchia, raddoppiando poi con Brunori, salvo poi crollare clamorosamente nei minuti finali: prima il gol di Pio Esposito al 93’, poi quello dell’ex rosanero Aurelio al 95’, che trasformò la sua vendetta personale in una beffa amarissima per i siciliani.
Sabato, invece, la storia è andata in modo diverso. Il Palermo ha colpito con Pohjanpalo e Pierozzi, ha gestito la partita con ordine e sicurezza fino al novantesimo, quando lo sfortunato autogol di Giovane ha riaperto per un attimo i giochi. Ma, a differenza del passato, la squadra non ha perso la testa, portando a casa il bottino pieno.
Due fattori hanno reso le gare due mondi a parte. Il primo è la solidità difensiva. Nonostante le assenze di Ceccaroni e Bani, il trio composto da Peda, Veroli e compagni ha giocato una gara impeccabile. Discorso differente rispetto allo scorso anno, quando errori grossolani (come quello di Nikolaou di testa) costarono caro.
Il secondo fattore è legato alla guida tecnica. Inzaghi non ha perso la calma dopo il gol subito e non ha stravolto la squadra con cambi azzardati. Ha trasmesso serenità, fiducia e lucidità. Tutti aspetti che Dionisi non è riuscito a comunicare ai suoi calciatori, destabilizzando l’assetto difensivo e, di fatto, compromettendo la loro tenuta mentale.
Le stagioni storte, dunque, non nascono per sbaglio. Sono le scelte, tecniche, tattiche e gestionali, a determinare la direzione di un campionato. Quelle sbagliate, come la conferma di Dionisi, pesano. Quelle giuste, come l’arrivo di Inzaghi, cambiano tutto, permettendo al Palermo di godersi la sosta da secondo in classifica.


