Palermo e City Group, oltre mille giorni di promesse rimaste tali

palermo city group

Mancano soltanto sei settimane all’anniversario di matrimonio fra il City Football Group e il Palermo Fc. Ci saremmo aspettati di tutto, tranne che la crisi arrivasse ben prima del famoso settimo anno. Probabilmente, per cercare di capire meglio cosa stia accedendo occorre fare un passo indietro: è il 4 luglio 2022 quando, dopo tanti incontri clandestini, dopo tanto vociferare, tanto “curtigghio” mediatico, gli amanti decidono di venire allo scoperto e di ufficializzare la loro unione davanti al mondo. A fare gli onori di casa sono i suoceri Dario Mirri da un lato e Ferran Soriano dall’altro. Lo sposo inglese mette in mostra il suo charme e promette di tutto: centro sportivo, stadio, serie A, un buon settore giovanile. Sembra la nascita di una grande storia d’amore, ma qualcosa va storto.

Un triennio dopo il clima è cambiato, ci si parla poco, si litiga spesso. Palermo come ultimo atto di protesta ha fatto le valigie e lasciato il tetto coniugale del Barbera, abbandonando a loro stessi giocatori, allenatore e società. Ormai ci si parla solo con striscioni di accusa e interviste preconfezionate. Non fraintendeteci, il popolo rosanero ama ancora i propri colori alla follia, ma è stanco, avvilito; le promesse dello sposo inglese si sono rivelate, al momento, parole al vento. A parte un discreto centro sportivo, nulla di quanto prospettato è stato mantenuto. E chi conosce un minimo Palermo sa che è una città disposta ad accettare tutto, tranne le promesse disattese.

Non sappiamo oltremanica come funzioni, ma a Palermo la capacità di tenere fede alla parola data ha più valore del denaro. In questi anni il pubblico è stato tollerante, ha atteso per più di mille giorni una svolta nel rapporto, una presa di coscienza, una ammissione sottovoce degli errori fatti, ma nulla. E poi diciamoci la verità, al palermitano queste famiglie allargate internazionali non piacciono poi così tanto. Perché, se si hanno fidanzate in ogni angolo del mondo, è difficile che si possa amarle tutte allo stesso modo. Forse perché eccessivamente gelosi, forse troppo possessivi e poco “moderni”, ma i palermitani sono così da sempre: passionali nella variante più meridionale del termine.

Fatto sta che tira oggi, tira domani, la corda della pazienza (ormai consumata) si è rotta e sarà difficile aggiustarla. Del resto, come spiega bene un detto mediorientale: “Si può annodare un filo rotto, ma ci sarà sempre un nodo in mezzo”.

LEGGi anche