Da Modena a Catanzaro, il Palermo si è fermato: cosa manca rispetto al passato

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La sconfitta del Palermo sul campo del Catanzaro sancisce per la prima volta l’uscita dal podio di Inzaghi in questo campionato. Un momento amaro, che arriva proprio alla vigilia delle celebrazioni per i 125 anni del club e prima di due sfide ravvicinate, Monza e Pescara, che ora assumono un significato del tutto diverso.

A Catanzaro come secondo tempo con il Modena: segnali preoccupanti

Ne Il Giornale di Sicilia si legge di una prova sottotono per i rosanero, in continuità con il secondo tempo della precedente gara contro il Modena (ora distante cinque punti). Il Palermo ha perso intensità, brillantezza e cattiveria sotto porta: caratteristiche che avevano contraddistinto la squadra nelle prime giornate.

I siciliani non pressano più alti come un tempo, non riescono a sfruttare le occasioni e faticano a sviluppare gioco in velocità. Non a caso nel primo tempo si è registrato un solo tiro in porta, quello di Diakité al 14’, neutralizzato da Pigliacelli, a testimonianza della sterilità offensiva. In queste condizioni, l’imbuto è inevitabile. E se a tutto ciò si aggiunge una serata storta della difesa la sconfitta non sorprende più di tanto.

Ma ancora più emblematico è il gol di Cissé al 47’, arrivato dopo una rimessa laterale e una mischia in area in cui Iemmello, da terra, è riuscito comunque a servire il compagno, che fotografa bene la disattenzione generale.

A nulla sono serviti i cambi nel finale di Inzaghi: Bereszynski per l’ammonito Pierozzi, poi Brunori al posto di Le Douaron e Vasic per Augello. Il Palermo ha alzato il baricentro e sfiorato il pari con Segre, ma è mancata la lucidità necessaria per scardinare la difesa calabrese.

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