Mercato e abbonamenti, due variabili spesso collegate, spesso connesse, legate da un filo fatto di entusiasmo e sogni. In genere è il primo a influenzare i secondi: più roboanti sono gli acquisti più lunga è la fila al botteghino per assicurarsi un posto. Ma proviamo (per una volta almeno) a ribaltare le solite dinamiche. Che voto si dovrebbe dare al calciomercato del Palermo ponendolo in relazione con le aspettative della tifoseria?
La campagna di rafforzamento ha portato in dote, al netto di possibili arrivi dal bacino degli svincolati, 8 acquisti e 14 cessioni, con addii obbligati da situazioni tanto delicate quanto imprevedibili, come quella di Giangiacomo Magnani. Approdi di nomi altisonanti, profili di esperienza in B e certezze dalla massima categoria. Ed è per questo che se le valutazioni si sarebbero dovute fare un mese fa, sarebbero state molto differenti, ma le circostanze delle ultime settimane hanno inevitabilmente attenuato l’apprezzamento.
Sia chiaro, sarebbe ingeneroso non essere soddisfatti delle novità Palumbo, Bani, Augello e Gyasi, e dei ritorni di Peda e Corona. Ma il sapore in bocca che il mercato rosanero lascia non ha di certo un retrogusto amaro, ma piuttosto un sapore buono al palato che però svanisce subito. Proprio perché, per l’ennesima volta, non regge il confronto con lo sterminato amore del popolo.
RINUNCE E SACRIFICI DEI TIFOSI IN ATTESA DI ESSERE RICAMBIATI
Palermo è una città che chiede tanto, è vero, ma quando si tratta di stare vicina alla propria squadra non conosce limiti economici e geografici; centomila spettatori in appena tre partite (fra amichevole col Manchester City e gare di campionato) sono il simbolo di un attaccamento che va oltre ogni privazione, in una città in cui i redditi medi sono ben al di sotto della media nazionale e nella quale ogni singolo euro speso ha un peso specifico maggiore che in altre regioni d’Italia.
Eppure il tifoso rosa è sempre lì, pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo, riempiendo gli spalti in ogni ordine di posto, anche se comprare un ingresso al Barbera può significare fare una rinuncia in un altro ambito della vita.
C’è da capire, adesso, se Il City Football Group si dimostrerà in condizione di ricambiare, mostrando la stessa abnegazione e lo stesso spirito di sacrificio. Osservando un mercato per l’ennesima volta incompleto, sembrerebbe di no. Il giudizio, in tal senso, va sospeso in attesa del verdetto del campo, con la speranza che chi è arrivato, Inzaghi incluso o prima di ogni altro, possa portare questa tifoseria dove merita. Ma, riflettendo sui nuovi giocatori messi a disposizione del tecnico, al netto di chi è andato via, una vecchia massima sembra adattarsi più delle altre: “A questo Palermo manca sempre un soldo per fare una lira”.





