Vittoria di solidità e concretezza, Inzaghi illumina la rosa: le pagelle poco serie di Palermo-Bari

Palermo

Il Palermo continua a volare. Al “Renzo Barbera” i rosanero superano con un netto 2-0 il Bari, confermando un avvio di stagione da protagonisti, fatto di concretezza, organizzazione e spirito di gruppo.

La squadra di Filippo Inzaghi ha mostrato ancora una volta compattezza difensiva – un solo gol subito finora, peraltro su autorete – e una chiara identità tattica. Il primo tempo ha visto un Bari volenteroso ma mai realmente pericoloso, con il Palermo in pieno controllo. Nella ripresa, invece, il match è cambiato grazie alle mosse dalla panchina: Inzaghi ha letto la partita alla perfezione, inserendo forze fresche che hanno spaccato l’equilibrio e costruito le due reti decisive.

Segnale chiaro che la panchina è un’arma importante e che ogni giocatore si sente parte di un progetto comune. È questa forse la più grande vittoria del tecnico: aver rigenerato anche i reduci della scorsa stagione, trasformandoli in protagonisti ritrovati.

Tra le note liete della serata spicca Pierozzi, adattato con successo nel ruolo di braccetto destro, autore di una prova solida e intelligente. Bene anche Palumbo, brillante in mezzo al campo fino a quando le energie lo hanno sostenuto. Inzaghi, poi, ha dimostrato pragmatismo e lucidità, passando a cinque a centrocampo per congelare il risultato una volta in vantaggio.

Oltre alla tattica e alla condizione atletica, a colpire è stato lo spirito del gruppo: l’abbraccio collettivo dopo il gol, con tutta la squadra e lo stesso Inzaghi a correre insieme, racconta meglio di ogni schema l’anima di un Palermo che sa soffrire ed esultare all’unisono. È questa compattezza che può fare la differenza lungo il cammino.

Con questa vittoria, i rosanero si proiettano nelle zone alte della classifica e lanciano un messaggio chiaro al campionato: Palermo c’è, e non intende fermarsi. Il Barbera applaude, la città sogna. La sensazione è che sia solo l’inizio.

Le pagelle semiserie

  • 10 al panino con la milza mangiato nel piazzale: FA-VO-LO-SO.
  • 9 alla condizione atletica di Inzaghi, che dopo 75 minuti a bordocampo ha trovato lo scatto per unirsi all’abbraccio con Le Douaron.
  • 8 a Mister Inzaghi: legge le partite, azzecca i cambi, entra nella testa dei giocatori. L’ingresso di Diakité ne è la prova.
  • 7 alla difesa rosanero in blocco: se non prendi gol, arrivi lontano.
  • 6 all’arbitro: porta bene, speriamo di rivederlo.
  • 5 ai tifosi del Palermo che si lamentano del poco gioco e a quelli che pensano di avere già vinto il campionato.
  • 4 a Caserta, allenatore del Bari: al Barbera in passato aveva vinto, stavolta no.
  • 3 al Bari: prova inconsistente, tifosi giustamente delusi.
  • 2 a Dickmann, che nel primo tempo ha calciato alto rischiando di colpire il drone. Nome e destino.
  • 1 al portiere del Bari: ha retto fino al 75’, poi si è arreso alla doppietta francese.

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