Durante la conferenza stampa di presentazione di Filippo Inzaghi come nuovo allenatore del Palermo, è intervenuto anche il direttore sportivo Carlo Osti, tracciando con chiarezza la direzione intrapresa dalla società e i motivi alla base della scelta tecnica.
Osti ha messo in evidenza l’umiltà dell’ex attaccante, considerata una delle qualità determinanti per l’incarico. “Dopo la promozione in Serie A con il Pisa – ha spiegato – avrebbe potuto anche non restare. Quando ho capito che era disponibile, l’ho subito contattato. Non ho avuto dubbi: è stata la mia prima scelta”.
Un passaggio significativo, accompagnato dai ringraziamenti rivolti al City Football Group, al presidente Dario Mirri e all’amministratore delegato Giovanni Gardini per il sostegno ricevuto: un segnale chiaro di una leadership partecipata ma anche di un nuovo equilibrio interno. Osti ha fatto intendere che le decisioni tecniche, a partire da quella dell’allenatore, sono pienamente di sua competenza. Un cambio di rotta che lascia intuire un diverso approccio nella gestione sportiva.
L’arrivo di Inzaghi, ha proseguito il direttore sportivo, rappresenta pienamente la filosofia della società: mentalità vincente, capacità di coinvolgere lo spogliatoio e uno stile di lavoro fondato sulla condivisione. Nessuna anticipazione sul mercato, ma un’indicazione chiara sugli obiettivi: costruire una rosa che metta il nuovo allenatore nelle condizioni di centrare il sogno che accomuna tifosi e società.
Il progetto è partito. E l’impressione è che questa volta il Palermo voglia davvero cambiare passo.





