Mondiale per Club, goleade per Bayern e PSG, sorridono le squadre brasiliane

Muller mondiale per club

C’è una linea sottile tra il sogno e l’incubo, e si chiama realtà. Lo hanno scoperto i giocatori dell’Auckland City, volati fino in USA per affrontare il Bayern Monaco al Mondiale per Club. Loro, dilettanti per davvero, con lavori da magazzinieri e camerieri, hanno incrociato i tacchetti con i campioni di Germania, quelli del 250° gol di Thomas Müller e della tripletta di Jamal Musiala. È finita 10-0. E no, non è stato un allenamento: è stata una partita vera, ufficiale, archiviata nelle statistiche FIFA, anche se di “gara” aveva ben poco.

Bayern-Auckland: partita mai nata

Dopo 22 minuti era già 4-0, all’intervallo 6-0, alla fine 10-0. Troppa la differenza di categoria, troppo il divario tra chi gioca per la gloria e chi vive di essa. Eppure, nonostante tutto, il pubblico americano ha saputo riconoscere l’orgoglio degli sfavoriti: un angolo conquistato dagli oceaniani al 55’ ha strappato applausi più sentiti di quelli per i gol bavaresi. Gol che non sono mancati: Kingsley Coman in grande spolvero, Michael Olise lucido e creativo, Jamal Musiala brillante al rientro. Thomas Müller, eterno, mette il sigillo finale: 250 volte con il Bayern, una cifra tonda come la rete all’89’.

Il PSG incanta: poesia e potenza

Se il Bayern ha asfaltato, il Paris Saint-Germain ha incantato. Reduce dalla finale di Champions, la squadra di Luis Enrique ha spazzato via anche l’Atlético Madrid. Al Rose Bowl finisce 4-0, come in un déjà-vu del trionfo contro l’Inter. In campo è un monologo: Kvaratskhelia imprendibile, Vitinha impeccabile, Fabian Ruiz letale negli inserimenti. Ma l’immagine più iconica è un recupero difensivo a gioco fermo di Doué: il giovane talento, già devastante contro l’Inter, corre all’indietro per sostituire Hakimi a terra. Ecco cos’è questo PSG: lusso e sacrificio, creatività e disciplina. La squadra gioca come un 10, corre come un 8. Per ora, è la favorita assoluta per la vittoria finale.

Palmeiras-Porto, 0-0 divertente

Dall’altra parte degli Stati Uniti, tra le luci del New Jersey, Palmeiras e Porto hanno dato vita a uno 0-0 che sa di calcio vero. Niente gol, ma tante occasioni, ritmo elevato e giocate da YouTube. Il Verdão è apparso più brillante, soprattutto grazie ai suoi baby fenomeni: Estevao (classe 2007, già del Chelsea) e Richard Rios, autore della migliore giocata della serata. Il Porto ha tenuto botta grazie al talento di Gabri Veiga e Rodrigo Mora, anche lui 2007 come Estevao. La vera occasione per vincere è arrivata nel finale: colpo di testa di Murilo, palo. Ma il pareggio è giusto. E promette fuochi d’artificio nelle prossime giornate del gruppo A.

Il Botafogo risponde presente

Nel gruppo B, accanto al PSG, sale anche il Botafogo, che piega 2-1 i Seattle Sounders nel fortino del Lumen Field. Americani valorosi e trascinati da oltre 60 mila tifosi, ma beffati da due incornate brasiliane: la prima di Jair Cunha, classe 2005, già nel mirino di club europei; la seconda di Igor Jesus, su un cross perfetto di Vitinho. Seattle reagisce, accorcia e sfiora il pari, ma la squadra di Rio resiste.

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