Dopo la vittoria nel derby con l’Avellino e il settimo posto in classifica, la Juve Stabia sembrava pronte a vivere un’altra stagione di alto profilo. Ma quello che appariva come un sogno di crescita sportiva si è rapidamente trasformato in un incubo giudiziario.
Nelle pagine di Tuttosport si legge infatti che il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha disposto il commissariamento del club, in seguito a un’indagine che ipotizza infiltrazioni dei clan D’Alessandro e Imparato all’interno della società. L’inchiesta, avviata lo scorso febbraio, avrebbe fatto emergere un controllo della camorra su diversi aspetti della gestione: dalla sicurezza e biglietteria fino ai trasferimenti della squadra e alla distribuzione dei biglietti omaggio.
Si tratta del terzo caso in Italia, dopo quelli di Foggia e Crotone, e potrebbe comportare anche il rinvio di alcune partite, tra cui la prossima sfida casalinga contro il Bari. Le autorità parlano di un sistema ormai consolidato: nella scorsa stagione sono stati emessi 38 Daspo, di cui 22 ricondotti a soggetti legati ai clan, e sarebbero emerse anche manipolazioni per consentire l’ingresso allo stadio di persone interdette.
Da club indicato come modello di gestione a società commissariata, la Juve Stabia si trova ora ad affrontare la partita più difficile: quella per la propria trasparenza e legalità.





