Il Palermo targato Filippo Inzaghi inizia a delineare con chiarezza la propria identità sin dai primi giorni di ritiro in Valle d’Aosta. Intensità, pressing alto e rapidità nella transizione sono le parole d’ordine che stanno guidando il lavoro della squadra, accompagnate da una prima impostazione tattica che ruota attorno ad un’idea di calcio ben definita.
Già dai primi giorni di lavoro l’allenatore rosanero ha cominciato a trasmettere la sua idea di calcio basata su un pressing offensivo e aggressivo, finalizzato alla riconquista immediata del pallone nella metà campo avversaria. Il recupero alto diventa così il motore della manovra offensiva, con l’intero blocco squadra pronto ad accorciare per limitare gli spazi di manovra e tagliare le linee di passaggio. L’obiettivo è chiaro: creare occasioni da rete attraverso azioni rapide e verticali, abbandonando le lentezze e i passaggi arretrati che avevano caratterizzato le ultime stagioni.
Le prime indicazioni dal campo, come riporta il Giornale di Sicilia, confermano che lo schema di riferimento sarà il 3-4-2-1. Inzaghi ha cominciato a lavorare sulle uscite con le catene laterali e sulla costruzione dal basso, interagendo costantemente con i giocatori per correggere i movimenti e trasmettere con precisione i concetti chiave del suo calcio. In attesa dei nuovi innestii tecnico sta valutando con attenzione ogni elemento del gruppo a disposizione.
Nei primi test tattici Diakité, Magnani e Ceccaroni hanno composto la linea difensiva a tre; Pierozzi e Augello hanno occupato le corsie esterne; Gomes e Blin hanno agito da mediani, mentre Vasic e Brunori sono stati provati come trequartisti alle spalle di Pohjanpalo. Ma le prove sono ancora aperte, e Inzaghi continua a sperimentare. L’atmosfera è quella giusta: si respira fiducia, determinazione e una chiara consapevolezza degli obiettivi. Il nuovo Palermo comincia a prendere forma.





