“Cinque giorni che ti ho perso” e due piazze nel limbo dell’incertezza

Inzaghi

“Cinque giorni che ti ho perso, ma tu non mi hai cercato più”, cantava trent’anni fa Michele Zarrillo. Cinque giorni sono passati da quando sembrava che Pippo Inzaghi avesse le valigie in mano e il biglietto per Palermo in tasca. Cinque giorni quelli che il Pisa ha dato al proprio tecnico per prendere una decisione, ma andiamo per gradi.

In questo limbo senza certezze il tempo sembra diventato il vero antagonista di ogni ambizione, con le ore che diventano giorni e i giorni che si accorpano in settimane. Sul fronte siciliano come su quello toscano regna un silenzio assordante che frena strategie e decisioni. Ci saremmo aspettati che il primo cenno di impazienza venisse dalla piazza rosanero, che dopo avere cantato a squarciagola “Ti vorrei” di Masini sotto casa di Super Pippo, ha ricevuto in cambio tanti ammiccamenti e nessuna decisione definitiva. Invece a mettere le cose in chiaro è stata la sponda nerazzurra, tramite le parole del presidente Giuseppe Corrado.

Serve chiarezza, serve una scelta netta e serve subito, perché giorno dopo giorno al capezzale di Pippo Inzaghi due piazze affamate di calcio restano sospese, in bilico tra promesse, attese e riflessioni. Una presa d’atto dell’empasse e un invito chiaro e diretto a prendere una decisione nell’interesse di tutte le parti in gioco. Nel frattempo, il tira e molla fra Super Pippo, tra viale del Fante e la società toscana rischia di rallentare ogni conseguente pianificazione o trattativa firmata Carlo Osti.

Un giorno che passa, senza sviluppi concreti, appare come un’occasione persa per iniziare a gettare basi solide in vista della prossima stagione. Il Palermo avrà anche risorse illimitate in termini di professionalità, disponibilità finanziarie e appeal internazionale, ma rischia di incartarsi (per l’ennesima volta) sull’unico elemento che non può essere acquistato o ceduto: il tempo.

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