Il nuovo Palermo targato Filippo Inzaghi è ancora un cantiere aperto, ma alcune certezze cominciano a emergere. Durante la conferenza stampa di presentazione, l’ex attaccante della Nazionale ha mantenuto il riserbo su modulo e assetto tattico, ma ha chiarito una cosa: si giocherà con due trequartisti dietro una punta centrale. Un’impostazione che racconta molto delle idee del tecnico piacentino, votate all’equilibrio e all’efficacia sotto porta.
Il passato recente di Inzaghi in panchina è un manuale di pragmatismo. A Pisa ha costruito una squadra solida e concreta, capace di chiudere la stagione 2024/25 con il secondo miglior attacco 64 gol e la seconda miglior difesa 36 gol subiti, grazie a un 3-4-2-1 fluido, capace di trasformarsi in un 5-3-2 in fase difensiva. Pressing alto, ripartenze rapide e grande attenzione alla fase di copertura: un marchio di fabbrica.
Diverso l’assetto tattico nel suo Benevento dei record, stagione 2019/20, dominata con 18 punti di vantaggio sulla seconda classificata Crotone. In quel caso, spazio al 4-3-3 o al 4-3-2-1, moduli più offensivi, ma sempre equilibrati: miglior attacco 67 gol e miglior difesa 27 gol subiti. Numeri che parlano chiaro.
Palermo, chi sarà il partner di Brunori dietro Pohjanpalo?
E a Palermo? L’impressione è che capitan Brunori possa agire da rifinitore, in una posizione più arretrata rispetto all’unico terminale offensivo, Joel Pohjanpalo. Il finlandese, protagonista assoluto nel girone di ritorno, sarà al centro del nuovo attacco rosanero. E chi lo supporterà?
Occhi puntati su Antonio Palumbo in arrivo da Modena, che ha chiuso l’ultima stagione con 9 gol e 10 assist, numeri da vero trequartista moderno, capace di servire palloni pesanti in zona gol.
Attenzione anche al possibile rilancio di Filippo Ranocchia, elemento tecnico e creativo, penalizzato dalla posizione da mediano assegnatagli da Dionisi. Con Corini, invece, giocando più avanzato, ha segnato 4 reti in 5 partite, un rendimento che lo candida fortemente per un ruolo da titolare.
Alternative? Ce ne sono. Il duttile Le Douroun, impiegabile sia da esterno che da seconda punta, e Valerio Verre, già visto in rosanero con buoni risultati da trequartista, può essere una carta preziosa a gara in corso.
Pohjanpalo–Inzaghi: nasce un tandem letale?
Il punto fermo resta Pohjanpalo, un cecchino d’area di rigore. Chi meglio di Super Pippo, uno dei più grandi finalizzatori della storia recente del calcio italiano, potrà valorizzarlo? Il tecnico rosanero sembra già intenzionato a costruire la squadra su misura per esaltare il suo numero 9.
Non si conoscono ancora i numeri del nuovo Palermo, ma una cosa è certa, con Inzaghi in panchina e un sistema offensivo pensato per far male, i rosanero sono pronti a far sognare i tifosi.


