Il cuore di Gianni De Biasi, 69 anni, resta diviso tra due città che hanno segnato la sua carriera. A Palermo, dove si è formato come calciatore tra il 1983 e il 1986, e a Modena, dove ha lasciato una traccia indelebile da allenatore tra il 1999 e il 2003, vincendo due campionati consecutivi fino alla Serie A.
In un intervista concessa a Il Corriere dello Sport, De Biasi ricorda il rifiuto al Palermo nel 2016 e un possibile riavvicinamento lo scorso anno:
“Zamparini mi propose di fare da tutor a De Zerbi, ma io ero Ct dell’Albania e non potevo liberarmi. Non era una situazione chiara. A marzo, prima della partita di Salerno, sono stato sondato. Poi la squadra ha vinto due partite consecutive e non se n’è fatto più nulla. Non ci sono rimasto male: tifavo per il Palermo in Serie A, non ero lì a gufare“.
L’ex CT dell’Albania mantiene un legame speciale con il DS Carlo Osti:
“È una persona seria, positiva. In Italia, dopo Udine nel 2010, non ho avuto voglia di allenare altri club. A Palermo sarei venuto subito: la maglia rosa ha una misticità unica“.
De Biasi ha poi parlato del rapporto con le due città, Palermo e Modena:
“In Sicilia ho vissuto un periodo fantastico, professionale e umano, con una promozione in B e allenatori come Rosati, Giagnoni e Veneranda. A Modena, invece, le gioie da tecnico: presi la squadra penultima in C, la salvai e, insieme al ds Tosi, costruimmo un percorso straordinario fino alla Serie A, vincendo anche la Supercoppa di C contro il Palermo“.
Sul confronto tra le due squadre attuali, De Biasi osserva:
“Sottil è un allenatore di carattere, sa motivare i giocatori e gestire la squadra. Modena ha basi solide e una proprietà con visione: può tornare in Serie A senza passaggi lampo. Stessa cosa per Palermo, con un tecnico che ha già vinto“.
Su Inzaghi, il tecnico aggiunge:
“Mi ricorda Gigi Simoni negli anni ‘80: un maestro delle promozioni. Pippo, invece, vuole stabilità in Serie A con il Palermo. La sua forza? La comunicazione con il gruppo, fondamentale a certi livelli“.
Rimanendo sulle due squadre, De Biasi ha parlato degli uomini chiave:
“Pohjanpalo può cambiare la partita, Gliozzi ha iniziato fortissimo ma va confermato nel tempo. Palumbo può fare la differenza non per il passato ma per qualità e inventiva“.
Infine, sulla passione dei tifosi:
“35.000 al Barbera non sorprende. Ai miei tempi si chiamava Favorita e non c’era il secondo anello. È fantastico vedere tanta gente: la Serie B sta stretta al Palermo. Con il City alle spalle, la Serie A diventerà presto casa stabile“.




