Accadde oggi – 16 giugno 2018: Frosinone-Palermo 2-0, e piovvero palloni in campo…

Frosinone-Palermo 2018

Ci sono partite che non si dimenticano, Frosinone-Palermo del 16 giugno 2018, è una di quelle. Un crocevia che ha segnato profondamente il destino del club rosanero.

All’andata, al Barbera, era stata una festa. Il Palermo aveva ribaltato l’iniziale vantaggio ciociaro con La Gumina e un autogol di Terranova, chiudendo sul 2-1 e guadagnandosi due risultati su tre per salire in Serie A. Bastava non perdere al “Benito Stirpe”. 

Lo stadio era una bolgia, pieno in ogni ordine di posto. I tifosi rosanero avevano risposto in massa, pronti a spingere la squadra verso il sogno. Ma la partita fu subito segnata da un clima teso, nervoso. Il Palermo, guidato da Roberto Stellone, sembrava bloccato, lasciava il pallino del gioco a un Frosinone altrettanto contratto. Poi, al 52’, la fiammata che cambiò tutto.

Maiello, con una finta elegante, disorientò Coronado e Jajalo e lasciò partire un destro a giro dai 20 metri che si infilò all’incrocio. Gol splendido, da cineteca. Il Frosinone era avanti, il Palermo costretto a rincorrere.

Il rigore dato e revocato

La svolta sembrava arrivare pochi minuti dopo: Coronado viene steso proprio sulla linea dell’area di rigore. L’arbitro Federico La Penna prima assegna punizione, poi indica il dischetto, infine torna sui suoi passi. Nestorovski era già pronto a calciare, ma nulla da fare: punizione dal limite. Il Palermo protesta furiosamente. Da lì in poi, la partita perde ogni logica.

Si gioca a sprazzi, tra interruzioni continue, tensioni crescenti, nervosismi. Il momento più grottesco arriva nel finale: dal nulla, piovono palloni in campo dalla panchina del Frosinone, a interrompere l’ultima azione d’attacco rosanero. Un gesto che fece il giro del mondo, simbolo di una serata ai limiti dell’incredibile.

Al minuto 96, con il Palermo tutto in avanti, in contropiede Ciano non sbaglia. Gol del 2-0, invasione di campo. Non si è mai capito se prima o dopo il fischio finale, ma a quel punto era irrilevante. Il Frosinone era in Serie A. Il Palermo, invece, restava a terra, tra le proteste e le lacrime.

Un dopo-gara da tribunale

Nei giorni seguenti si scatena l’inferno. Il Palermo chiede la vittoria a tavolino per comportamenti antisportivi, invoca la giustizia sportiva, presenta ricorsi, denuncia tutto. Il Giudice Sportivo punisce il Frosinone con una multa da 25mila euro e due turni a porte chiuse. Troppo poco. Il club siciliano chiede un risarcimento danni tra i 40 e i 60 milioni di euro. Il caso arriva fino al Collegio di Garanzia del CONI, che nel 2019 respinge ogni istanza. E anche in sede civile, anni dopo, tutto finirà con un nulla di fatto.

L’inizio della fine

Quel 16 giugno è la data che cambia la storia del Palermo. Dopo quella sera, tutto crolla. In estate viene ceduto La Gumina all’Empoli per finanziare l’iscrizione al campionato, ma la società è ormai allo sbando. L’anno successivo è quello del fallimento, delle inchieste, dei domiciliari a Zamparini, delle promesse non mantenute. Il club non si iscriverà alla Serie B 2019/20. Sarà costretto a ripartire dai dilettanti.

Ci vollero quattro lunghi anni, un fallimento, una rinascita, la Serie D e due campionati di C per tornare allo Stirpe con un’altra mentalità. Ma quella, è un’altra storia. 

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