Inzaghi alla Gazzetta dello Sport: “Voglio diventare il Gasperini del Palermo”

Inzaghi

In un’intervista rilasciata a Nicola Binda per La Gazzetta dello Sport, Filippo Inzaghi si racconta tra entusiasmo, ambizioni e amore per Palermo. L’allenatore rosanero parla del legame con la città, del progetto tecnico, del rapporto con i suoi giocatori e della voglia di costruire qualcosa di duraturo.

Io sono come un accendino: basta un clic e l’entusiasmo si accende. Ovunque vada ad allenare, l’effetto è lo stesso: entusiasmo, energia e, spesso, vittorie. Non è un caso, ci punto molto, perché voglio che i giocatori capiscano il motivo per cui succedono certe cose. La credibilità conta più dei risultati. Qui, se lotti e combatti, arrivano in 30mila a sostenerti“.

L’impatto con la città è stato immediato: “Bellissimo. Conosco bene il Sud e so quanta passione c’è. Palermo ha un milione di tifosi veri. Scelgo sempre di vivere in centro, per respirare la città: nei momenti difficili la gente mi dà energia. Capiterà anche qui, ma spero poche volte“.

In vista della sfida con il Modena, lo stadio Barbera si prepara a un’altra grande cornice di pubblico: “Quasi 22mila spettatori sicuri, fantastico. È un sostegno che ci è arrivato a scatola chiusa e dobbiamo meritarcelo“.

Sull’amico ed ex compagno Andrea Sottil, oggi al Modena, dice: “Abbiamo giocato insieme all’Atalanta, e nelle partitelle volevo sempre stare nella sua squadra! Ci siamo affrontati tante volte e siamo rimasti in ottimi rapporti“.

E sulla squadra: “Questa squadra ha grande cultura del lavoro. Sono arrivati rinforzi importanti e la fiducia che ho dato ai ragazzi li ha galvanizzati. Faccio scelte anche difficili, ma tutti hanno spazio e capiscono il mio modo di lavorare. Con loro sono diretto. Mi piace farli crescere e ricordare che la B non è un punto d’arrivo. Guardate Caputo: dicevano che poteva segnare solo in B, poi in A ha fatto tantissimi gol“.

La vittoria di La Spezia, nonostante l’emergenza difensiva, è un esempio: “Sono le vittorie più belle. Ragazzi come Peda, Vasic e Corona li volevano tutti, ma ho insistito per tenerli“.

Su Brunori e Pohjanpalo: “Brunori sta facendo bene, gli hanno annullato due gol. È un capitano vero e quando non gioca sostiene la squadra. Capitava anche a me di restare fuori, e sì, rosicavo: se non ti rode, non devi fare questo mestiere. Pohjanpalo è un giocatore straordinario, trascinatore nato. È un esempio per tutti“.

Il legame con il gruppo City Football è motivo d’orgoglio: “È molto stimolante. Ho confronti settimanali, ci scambiamo idee e visioni. Spero di restare a lungo qui, dopo tanti cambi. Mi piacerebbe diventare il Gasperini del Palermo“.

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