Con l’avvicinarsi della stagione 2025/26 il Palermo si prepara a voltare pagina. Salvo colpi di scena, sarà Pippo Inzaghi il nuovo allenatore dei rosanero, chiamato a rilanciare le ambizioni di promozione dopo l’ennesima occasione sfumata. Il campionato prenderà il via il 22 agosto, e il club siciliano – per la quarta volta da quando è entrato nell’orbita del City Football Group – tenterà l’assalto alla Serie A.
L’avventura di Alessio Dionisi, infatti, non ha convinto. Alla guida tecnica per tutta la scorsa stagione, l’ex allenatore del Sassuolo non è riuscito a imprimere un’identità chiara alla squadra. Troppo spesso il Palermo è apparso disorientato tra un tempo e l’altro, lasciando l’iniziativa agli avversari e mancando di quella determinazione necessaria nei momenti chiave.
DIONISI INZAGHI: DUE RETTE PARALLELE CHE NON SI INCONTRANO MAI
Il confronto tra Dionisi e Inzaghi mette in evidenza differenze nette, sia sotto il profilo tattico che mentale. Dionisi predilige un gioco costruito dal basso, volto a controllare il possesso palla e a imporre il ritmo della gara. Una filosofia propositiva, ma che nel contesto della Serie B ha spesso mostrato limiti di concretezza.
Inzaghi, al contrario, è fautore di un calcio più diretto ed essenziale. La sua idea è semplice ma efficace: recupero palla veloce, appoggio ai centrocampisti e ripartenze sulle fasce, con l’obiettivo di colpire l’avversario in transizione. Le sue squadre hanno spesso alternato moduli come il 3-4-2-1, il 3-5-2 o il 3-4-1-2, con particolare attenzione all’equilibrio difensivo e alla massima concretezza in zona gol.
LA MENTALITÀ FA LA DIFFERENZA
Ma è forse sul piano mentale che le differenze tra i due allenatori risultano più marcate. Inzaghi è un tecnico che trasmette fame di vittoria, determinazione e grinta, spesso riuscendo a trascinare anche gruppi in difficoltà verso risultati insperati. Dionisi, al contrario, ha mostrato un atteggiamento più riflessivo e pacato, talvolta rassegnato, con la tendenza a vedere il “bicchiere mezzo pieno” anche in contesti in cui sarebbe servito uno scatto in più.
La scelta di Inzaghi da parte della dirigenza sembra dunque orientata a dare una svolta decisa al progetto tecnico del Palermo, puntando su un profilo abituato a lottare e a ottenere il massimo con ciò che ha a disposizione. L’obiettivo è chiaro: riportare il Palermo in Serie A. E per farlo, serve più che mai un allenatore capace di coniugare pragmatismo, motivazione e risultati.


