Per ragioni di ordine pubblico, il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa ha disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Palermo in vista della partita valida per il campionato di Serie B, in programma sabato 25 ottobre allo stadio Nicola Ceravolo. Nella nota stampa della prefettura si legge:
“Il provvedimento è stato adottato in seguito alle risultanze svolte dal Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, su conforme parere del questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, che ha evidenziato elevati profili di rischio in ragione dell’accesa rivalità tra le due tifoserie, sfociata anche nel recente passato in turbative ed episodi d’intemperanza“.
Una notizia che riaccende un dibattito ormai ricorrente: quello sul rapporto tra sicurezza e partecipazione popolare nel calcio. Ancora una volta, lo spettacolo sportivo viene privato del suo elemento più autentico, la presenza dei tifosi.
Il provvedimento, motivato da ragioni di ordine pubblico, appare a molti come un’ulteriore limitazione alla libertà e alla passione dei sostenitori, che rappresentano la linfa vitale del calcio italiano. Il tifo organizzato e l’entusiasmo dei sostenitori, che dovrebbero essere il valore aggiunto di ogni evento sportivo, vengono sempre più spesso trattati come un problema da contenere piuttosto che come una risorsa da valorizzare.
La tifoseria rosanero, da sempre vicina alla propria squadra con dedizione e sacrificio, si vede così privata della possibilità di sostenere il Palermo in trasferta. Una scelta che lascia amarezza e che, secondo molti osservatori, testimonia una visione eccessivamente rigida e distante dalla realtà vissuta negli stadi italiani.
Il calcio, va ricordato, vive grazie ai suoi appassionati. Non per le istituzioni, le leghe o le piattaforme televisive, ma per milioni di persone che lo alimentano con la propria partecipazione: famiglie che organizzano viaggi, giovani che risparmiano per acquistare un biglietto, gruppi di tifosi che percorrono centinaia di chilometri per essere presenti, qualunque siano le condizioni.
Privare questo sport della presenza dei tifosi significa svuotarlo del suo senso più profondo. Uno stadio senza pubblico è uno spettacolo incompleto, un rito privo di anima. E il rischio, nel lungo periodo, è che a spegnersi non sia solo l’entusiasmo, ma anche l’interesse economico: meno pubblico, meno passione, meno valore complessivo per l’intero sistema.
Chi è chiamato a prendere decisioni di questo tipo dovrebbe tener conto di un principio fondamentale: il calcio esiste perché ci sono i tifosi. Senza di loro, perde significato, identità e forza economica.
Il diritto di seguire la propria squadra, nel rispetto delle regole e della sicurezza, resta un elemento essenziale di questo sport. Il Palermo, come ogni club italiano, merita di poter contare sul sostegno dei suoi sostenitori anche in trasferta. Perché il calcio appartiene a chi lo vive, lo ama e lo sostiene ogni giorno, dentro e fuori dallo stadio.





