Brunori: “Serie A? Non temo gli altri ma noi stessi. Un grande onore giocare contro il City”

Brunori

Matteo Brunori non si nasconde. Alla vigilia della sfida di prestigio contro il Manchester City di Pep Guardiola, con lo stadio “Renzo Barbera” già sold-out da giorni, il capitano rosanero prende la parola dalle colonne della Gazzetta dello Sport per lanciare un segnale chiaro alla piazza: il Palermo non può più permettersi tentennamenti. L’obiettivo è uno solo: tornare in Serie A.

«Ripensando a quel giorno mi vengono ancora i brividi», confessa Brunori, rievocando la finale playoff del 2022 contro il Padova, quando il suo gol regalò la promozione in B. Ma il passato adesso conta poco: «Più che una chiusura del cerchio, spero sia un inizio per quello che vogliamo fare in questa stagione. Sappiamo che dobbiamo riportare l’entusiasmo che è mancato, anche per colpa nostra, l’anno scorso. Dobbiamo farlo con le idee nuove e i concetti giusti che ha introdotto Inzaghi».

Una sfida internazionale

In uno stadio gremito come non si vedeva da tempo, la passerella internazionale contro il City sarà molto più di una semplice amichevole. Per Brunori, è l’occasione per dare un segnale alla città e a sé stesso. «Per noi è un grande onore poter giocare una partita del genere», ammette. E alla domanda su quale campione del City ammira di più, risponde con eleganza: «Beh, sarebbe un po’ ingeneroso fare certi accostamenti, però a me è sempre piaciuto Bernardo Silva».

Un riferimento che trova riscontro anche nella sua evoluzione tattica: «Mi piace anche uscire un po’ e legare il gioco con i compagni, è un ruolo in cui mi trovo bene. Ho sempre giocato da attaccante, però nel calcio moderno bisogna adattarsi». Al suo fianco, Joel Pohjanpalo: «C’è un bellissimo rapporto e un’intesa nata fin da subito che cerchiamo di affinare ogni giorno».

Da Dionisi a Inzaghi

Il cambio di guida tecnica ha segnato un netto spartiacque nel percorso del Palermo. Brunori non ha dubbi sulla direzione intrapresa: «Inzaghi ha portato subito un’idea chiara in cui tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Per cui dobbiamo prima di tutto correre tanto e sacrificarci l’uno per l’altro».

Una filosofia che il gruppo ha abbracciato con entusiasmo, anche se il percorso non sarà semplice. «Nel calcio le cose possono cambiare rapidamente», osserva Brunori, riferendosi alle voci di mercato che un anno fa lo davano in partenza. «Non mi va di ritornare su certi discorsi, ormai è andata. Sono felice di essere qua, mi sento bene, ma soprattutto vedo una squadra contenta e questo mi inorgoglisce».

Obiettivo Serie A

Il Palermo è accreditato tra le grandi favorite della prossima Serie B, ma Brunori mantiene il profilo basso e la testa bassa. «Stiamo facendo un intenso lavoro fisico per avere benzina, gamba e per avere tutti quanti i 90 minuti. Bisogna andar più forti degli altri», avverte. E aggiunge: «Penso che in questi anni siamo stati sempre indicati come favoriti, abbiamo avuto squadre forti, però c’è sempre mancato qualcosa. In questo mese Inzaghi ci ha fatto capire cosa, attraverso il lavoro quotidiano».

Per vincere, non basta il talento: «Sì, siamo forti, lo sappiamo, però non basta, perché in Serie B poi bisogna correre più degli altri. E credo che se unisci le due cose, viene fuori un bel lavoro».

Quando gli si chiede chi siano gli avversari più temibili nella corsa alla A, il numero 9 risponde da leader: «Noi stessi. Non possiamo e non dobbiamo pensare agli altri ma solo a quello che è giusto per noi».

Uomini prima che giocatori

Gli innesti di esperienza — da Augello a Palumbo, da Gyasi a Bani — hanno alzato il livello tecnico e caratteriale della rosa. E il capitano lo sottolinea: «Si sono calati subito nella nuova realtà con umiltà e disponibilità. Sono ragazzi sani che hanno voglia di lavorare. Credo che la società, insieme all’allenatore, abbia scelto prima gli uomini che i giocatori».

E infine, la chiosa che sa di promessa: «Tutta la squadra ha voglia di prendersela, abbiamo anche una grande voglia di rivincita per quello che non siamo riusciti a fare negli ultimi anni. Sarà necessario un percorso in cui la mentalità dovrà fare la differenza e con Inzaghi stiamo lavorando molto sotto questo aspetto».

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