Ufficiale, il Brescia è fuori dal calcio professionistico

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Il Brescia Calcio è stato ufficialmente escluso dalle competizioni professionistiche italiane, chiudendo un capitolo lungo 114 anni nella storia del calcio nazionale. La decisione, arrivata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), segue il fallimento del club dichiarato il 9 giugno 2025, dopo mesi di difficoltà economiche e gestionali.

Una Storia Gloriosa

Fondato nel 1911, il Brescia ha rappresentato per oltre un secolo una presenza costante e orgogliosa del calcio lombardo. Con 23 stagioni in Serie A — l’ultima nella 2019-2020 — e una tradizione solidissima in Serie B (66 partecipazioni totali, 18 consecutive tra il 1947 e il 1965), le Rondinelle hanno saputo ritagliarsi un posto nella memoria collettiva del calcio italiano.

Da Roberto Baggio a Pep Guardiola, da Andrea Pirlo a Mario Balotelli, il club ha ospitato alcuni dei nomi più noti del panorama calcistico internazionale. Nel 2001, il Brescia raggiunse anche la finale dell’Intertoto Cup, venendo eliminato dal Paris Saint-Germain solo per la regola dei gol in trasferta.

Il Tracollo Economico

L’epilogo è arrivato dopo un lento ma inesorabile declino economico sotto la presidenza di Massimo Cellino, già noto per la sua controversa gestione di club come Cagliari e Leeds United. Il mancato pagamento di debiti per circa 3 milioni di euro, inclusi stipendi arretrati e contributi dovuti, ha portato la Covisoc — l’organo di controllo finanziario FIGC — a negare la licenza per la partecipazione alla Serie C 2025-26.

A complicare ulteriormente il quadro, una penalizzazione di 4 punti nella stagione 2024-25 per il mancato versamento dei salari di febbraio. Nonostante il club avesse dichiarato di essere stato “vittima di frodi”, l’inchiesta federale ha confermato gravi irregolarità. Il risultato è stato duplice: retrocessione in Serie C e, infine, fallimento societario.

Oltre al danno sportivo, Cellino e la società sono ora al centro di un’indagine per riciclaggio di denaro e frode fiscale, legata alla gestione opaca di crediti d’imposta.

Tentativi di Rinascita

La reazione delle istituzioni cittadine non si è fatta attendere. Il Comune di Brescia, in collaborazione con la Regione Lombardia e con alcuni club limitrofi — su tutti FeralpiSalò, Lumezzane e Ospitaletto — sta lavorando a un progetto per garantire continuità al calcio professionistico in città.

Un’ipotesi concreta è il trasferimento del FeralpiSalò al “Rigamonti” e la nascita di una nuova realtà con il nome “Leonessa Brescia”, destinata poi a recuperare il marchio storico del Brescia Calcio. Un recente vertice al Palazzo della Loggia ha riunito dirigenti sportivi, rappresentanti istituzionali e membri della tifoseria per discutere le strategie di rilancio.

Nel frattempo, si valutano anche progetti a medio-lungo termine, come la costruzione di un nuovo stadio e la ricerca di investitori disposti a scommettere su una nuova entità calcistica. La rinascita non sarà né facile né immediata, ma l’obiettivo è chiaro: mantenere vivo lo spirito del calcio a Brescia, costruendo basi più solide e trasparenti.

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