Il 17 settembre 1961, per la prima volta, Catania e Palermo si affrontano in Serie A. Davanti a migliaia di tifosi rossazzurri e a un nutrito seguito rosanero, le due squadre danno vita a una partita intensa e tattica, terminata con uno 0-0 che, pur senza reti, ha un significato storico immenso.
Il Catania di Carmelo Di Bella parte forte, spinto dal calore del pubblico, e costruisce le migliori occasioni. Ma il Palermo di Leandro Remondini, neopromosso e prudente, si difende con ordine. Il portiere Mattrel e il giovane Tarcisio Burgnich, destinato a diventare una colonna della “Grande Inter”, guidano un reparto arretrato che regge l’urto per novanta minuti. In avanti, i rosanero si affidano al talento turco Metin Oktay, senza però riuscire a pungere. Il Catania, con in cabina di regia il tedesco Horst Szymaniak, prova a sfondare sulle fasce ma trova sempre il muro avversario. Alla fine lo 0-0 premia il pragmatismo degli ospiti e lascia ai padroni di casa il rammarico per non aver concretizzato.
Per la prima volta due squadre dell’isola giocavano insieme nella massima serie. Il Palermo tornava in A dopo la promozione del 1961, mentre il Catania era reduce dall’ottava posizione del campionato precedente, con l’impresa passata alla storia del “Clamoroso al Cibali!” contro l’Inter di Herrera. Era un periodo in cui l’Italia viveva il boom economico e Catania era chiamata la “Milano del Sud”: quel derby diede visibilità a tutta la regione, confermando che la Sicilia poteva recitare un ruolo da protagonista.
Sugli spalti non mancarono cori e sfottò, spesso legati alla celebre frase di Herrera che aveva definito il Catania “squadra di dilettanti postelegrafonici”: parole che divennero materiale di ironia per i tifosi palermitani. Nonostante la tensione, la sfida si svolse con grande correttezza: “più battute che emozioni”, titolarono i giornali, sottolineando il folclore della giornata. Anche il ritorno, a gennaio 1962, finirà 0-0: due derby senza gol, ma pieni di significati.
Quel 17 settembre 1961 segnò l’inizio di un’età dell’oro per il calcio siciliano: entrambe le squadre chiusero il campionato in posizioni di prestigio (Palermo 8º, Catania 10º) e per la prima volta l’isola si sentì rappresentata stabilmente nella Serie A. Il derby di Sicilia diventò così un appuntamento fisso, capace di dividere e unire, di accendere passioni e alimentare il campanilismo.





